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Politica Nazionale

Socetà e Costume. Giusto che i giovani vadano via,è una necessità e scelta di vita

Di Redazione ASI 9 Febbraio 2014 – 09:12 2 min di lettura

(ASI) Premessa : Tony Zermo,giornalista di punta de La Sicilia di Catania,ha pubblicato uno splendido articolo in risposta a quanti abbandonano la propria terra per lavorare e vivere fuori,per sempre. Parole piene di amore sviscerato per Catania e la Sicilia,comprensive delle necessità della vita ma tese a tracciare una via di speranza : per il ritorno a casa.

Mi è venuto spontaneo indirizzargli la lettera di cui sotto,gentilmente pubblicata sul giornale di oggi.

Presumo che il tema,attualissimo in tutto il Sud,si sia allargato a tutta l'Italia.

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" Sa,gentilissimo dott. Zermo, avevo buttato giù una lettera a La Sicilia riguardo le sue riflessioni sui giovani che vanno via per sempre. Pure io,preso dallo ingrato amore per Catania e la Sicilia,condividevo con lei il malessere nel sapere che tanti,una volta andati via,non vorrebbero mai piú tornare. Come lei,anche se in condizioni diverse,ho scelto a suo (lontano) tempo di rimanere quì,potendolo fare. Per farla breve avevo "solidarizzato" con lei e con me stesso.

Poi,repentinamente,la ho cancellata senza lasciarne traccia. La ho sostituita con questa che,per una volta,segue la razionalità e non il cuore. Hanno ragione i giovani,dott. Zermo.....,purtroppo hanno ragione. A Catania,in Sicilia,nel Sud tutto non c'è alcun futuro per loro e neppure per i meno giovani in difficoltà. Ammiro quanti,come lei e pochissimi altri,si battono pubblicamente per la salvezza ed il rilancio della nostra terra. Pure io,per quanto possibile,faccio la mia parte. Amaramente credo proprio non basti. Catania,la Sicilia,il Sud non riescono a venir fuori dal pantano in cui,con il concorso di tutti,sono precipitati. Ora pure il Nord comincia ad annaspare. Lasciamo da parte il sentimento,dott. Zermo. Fa male,ne sono cosciente,specialmente a noi piú "anziani". È,di fatto,la presa d'atto del nostro stesso fallimento. Pure di quelli che ci siamo battuti e ci battiamo "contro" quanti hanno provocato questo stato di cose. Vuol dire che non siamo stati convincenti (scrivo principalmente per me). Ora dobbiamo riflettere seriamente.

Chi se ne va è un coraggioso,maggiormente se donna. Lasciare tutto e tutti per tentare di sopravvivere è non solo una necessità ma pure una scelta di vita. Se dove sei nato e cresciuto non ti offre alcuna possibilità,neppure una, è naturale cercare altrove. Ed,una volta avuta la capacità e la fortuna di trovare dove stare,lavorare e vivere,si deve avere la forza di resistere al "richiamo della foresta". La giungla sarà pure rischiosa ma permette ai capaci di sopravvivere. La Sicilia si avvia ad essere un deserto,sempre piú inospitale ed arido. Non di bellezza di paesaggio ma di possibilità di vita "umana".

Si salvi chi può..ma parte dell'equipaggio resteremo in ogni caso a bordo".

Vincenzo Mannello

Nota della Redazione

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