La fuga della Fiat: due schiaffi all’Italia
E’ possibile che non si sia reso conto che è stata, quella di John Elkann e Sergio Marchionne, una decisione che avrà pesantissime ripercussioni in Italia e nel mondo? Non solo meno imposte e meno posti di lavoro, anche un messaggio devastante. Se anche la Fiat è stata costretta a fuggire, come si possa immaginare che imprese straniere serie, non quelle che arrivano per riciclare il denaro sporco, possano pensare di venire in Italia? C’è ora sul tappeto il dilemma angosciante dei dipendenti dell’Elettrolux, ma di problemi di questo genere ce ne saranno all’infinito. Altro che tavolo di trattative al ministero. Palliativi. Intollerabili palliativi.
Com’ è possibile che non ci sia nessuno che spieghi a questi incapaci che ci governano (non è un’offesa, è una semplice, amara constatazione) che continuando così ci porteranno tutti alla fame? E che la prima cosa, da fare - è da vent’anni che l’invoco inutilmente - è tagliare subito gli sprechi, cominciando da quelli della politica. Ma su questo versante non ci sentono. “Fondi statali ai partiti, legge ancora in salita”, titola un trafiletto il Corriere della Sera, spiegando poi che il disegno di legge sul finanziamento ai partiti va sempre più a rilento. Ed è ovvio. Chi li paga senno quei 160 dipendenti del Pd che “lavorano” a Roma? E tutti quegli altri che “lavorano” in tutte le altre sedi ‘bolsceviche’, in Italia?
Fortunato Vinci –Agenzia Stampa Italia
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