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(ASI)“Dopo aver ascoltato l’intervento del ministro Cancellieri, ci viene il dubbio: ma parla come rappresentante del Governo o come componente dell’opposizione?  L’ottanta per cento delle affermazioni fatte dal ministro in aula infatti sono una critica al suo operato”.  È quanto ha affermato il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli, componente della commissione Giustizia, intervenendo in aula a seguito delle comunicazioni del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. “Sul sistema penale si registra una vera e propria Caporetto- aggiunge Cirielli- a causa della mancata applicazione della  ragionevole durata del processo,  del largo uso della custodia cautelare, con carcerazioni facili e senza la flagranza di reato”.

“E’ bene poi- ha puntualizzato il deputato- sfatare un luogo comune. In Italia non c’è sovraffollamento carcerario: qui da noi i detenuti sono meno che in altri Paesi. In Italia ci sono poche carceri, poca polizia penitenziaria, pochi assistenti sociali. Nulla è stato fatto per risolvere il problema in modo strutturale. Non si punta alla rieducazione del detenuto, ma si preferisce direttamente scarcerarlo”.

“E giacché si parla tanto delle infrazioni a carico dell’Italia sul sovraffollamento, è utile ricordare che il nostro Paese è sottoposto a un’infrazione europea anche per la mancata tutela delle vittime, non avendo ancora recepito la direttiva 2004/80, già adottata da molti Stati in Europa. Abbiamo presentato una proposta di legge costituzionale  per dare dignità costituzionale alla difesa della vittima, e una proposta di legge affinché lo Stato risponda in solido nei confronti delle vittime nel caso in cui il reato sia stato commesso da un recidivo scarcerato per i benefici della legge Gozzini e altri provvedimenti di pene alternative”.

“Il problema degli stranieri: abbiamo sostenuto la necessità che lo Stato italiano debba fare accordi con i Paesi terzi affinché la pena venga scontata nella terra d’origine. Ma anche su questo fronte registriamo un totale disinteresse da parte di questo Governo”.

“Infine, la vicenda Marò: è stato violato il codice di procedura penale in virtù del quale nessuno può essere consegnato a un Paese terzo senza richiesta di estradizione. Vogliamo una commissione d’inchiesta per accertare se via stato un abuso, un ricatto, una violenza privata forse da parte di un collega del vecchio governo Monti”.

 

 

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