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Politica Nazionale

Alfano: Bisogna fare luce sulle revoche del 41 bis nel 1993

Di Redazione ASI 7 Dicembre 2010 – 14:33 1 min di lettura

(ASI) "Tirero’ fuori tutte le carte che sono nei cassetti ministeriali e le daro’ a disposizione del Parlamento" per contribuire a far luce sui motivi che nel ’93 portarono alle mancate proroghe e alle revoche di centinaia di provvedimenti di 41 bis (il cosiddetto ’carcere duro’ inflitto ai boss di mafia), all’indomani delle stragi di Cosa Nostra. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Angelino Alfano che - intervistato dal Tg1 - ha definito l’allora Guardasigilli Giovanni Conso un "insigne giurista" nonche’ "notoriamente un galantuomo. Certo mi sono più volte chiesto in questi giorni cosa sarebbe accaduto se le revoche del 41bis le avesse fatte il sottoscritto con presidente del Consiglio Silvio Berlusconi".

Alla domanda sul perche’, a suo avviso, i media non stiano mostrando interesse alle revoche di 41 bis durante il governo Ciampi del ’93, Alfano ha risposto: "Probabilmente fa glamour preoccuparsi di Berlusconi. Ho sempre detto, e cio’ mi ha anche attirato addosso delle polemiche, che i magistrati non perseguono un disegno politico ma perseguono un disegno di verita’ nella ricerca della verita’ e mi riferisco ai magistrati che indagano sulle stragi", ha sottolineato alfano fornendo la sua "assoluta disponibilita’ ad essere ascoltato sia alla Camera che al Senato" dalle Commissioni competenti che lo dovessero convocare sulla base delle carte ministeriali fornite. Quanto al recente rafforzamento del ’carcere duro’, il nostro ministro della giustizia ha fornito un bilancio positivo: "sta funzionando, siamo al record storico di detenuti al 41bis. Le comunicazioni con l’esterno sono crollate, le collaborazioni con la giustizia sono aumentate. Ritengo che questo sia il sistema più efficace per affermare da parte dello stato che lo Stato vince e la mafia perde".

Nota della Redazione

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