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Politica Estera

In vista del vertice europeo per la nuova definizione del Patto di stabilita’

Di Alessio Pizziconi 28 Ottobre 2010 – 00:00 1 min di lettura

Settimane di lavoro intense per i Ministri dell’economia, degli Esteri e per i Capi di Stato Europei che si riuniranno il 28 e il 29 ottobre a Bruxelles per decidere sulle proposte riguardanti la riforma del Patto di Stabilità e per discutere sulla possibilità di modificare ulteriormente il Trattato di Lisbona.

Come c’era da aspettarsi, modalità strumenti e soprattutto tipologia di sanzioni hanno già diviso gli Stati Membri: Francia e Germania, ancora una volta nella storia dell’integrazione, appaiono uniti nell’avanzare e nel proporre misure coraggiose, mentre altri governi cercano di limitare la possibile ingerenza di Bruxelles, soprattutto riguardo le scelte di politica economica. L’accordo tra le forze in campo, ma anche le frizioni tra i vari stati, riguarda tre essenziali passaggi dettagliati come segue:- il meccanismo delle sanzioni, secondo l’accordo raggiunto lo scorso 10 ottobre, non scatta nel momento in cui viene promossa la procedura di infrazione per deficit eccessivo, ma solo dopo sei mesi, nel corso dei quali i paesi debbono correggere i conti;- i trattati verranno modificati prima del 2013 per due motivi: per creare un meccanismo anticrisi permanente che sostituisca quello triennale salva–Grecia, per sospendere dal diritto di voto in Consiglio Ue i Paesi recidivi nel violare le regole del patto;- valutazione del debito: il debito nazionale superiore al 60% del Prodotto interno lordo obbligherà i governi nazionali a predisporre un percorso di rientro, scatterà la procedura d’infrazione per il debito, come per il deficit. E’ il caso dell’Italia il cui debito pubblico è arrivato al 118% del Pil. Il nuovo Patto di Stabilità verrà esaminato e ratificato dai capi di Stato e di governo nel vertice di Bruxelles del 28-29 ottobre prossimi.

Nota della Redazione

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