Sale la tensione tra Haiti ed El Salvador
(ASI) Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha annunciato un'operazione militare ad Haiti per liberare quattro tecnici aeronautici salvadoregni che, a suo dire, sono tenuti in ostaggio da domenica scorsa da bande criminali alla periferia di Port-au-Prince.
Il primo mandatario dello stato caraibico ha ammonito i rapitori a lasciare liberi quanto prima i quattro non intrepretando le sue parole come “minacce a vuoto”.
Secondo Bukele, l'operazione mira a riportare a casa i quattro salvadoregni "vivi e illesi". Ha spiegato che si tratta di tecnici aeronautici specializzati in evacuazioni mediche e che “non sono combattenti”.
Secondo le Forze Armate salvadoregne, i soldati, membri della Task Force Libertad II, stavano tornando al loro accampamento a bordo di un veicolo blindato domenica 18 ottobre, quando sono caduti in un'imboscata tesa da gruppi armati nella zona di Santo a Croix-des-Bouquets. L'esplosione ha incendiato il veicolo; tutti e quattro sono riusciti a fuggire, ma da allora si sono perse le loro tracce; il presidente ha affermato che stavano tornando dopo aver acquistato cibo in un mercato vicino. Le autorità mantengono riservate le loro identità e le loro condizioni di salute.
La Forza di repressione delle bande (Gsf), a cui appartengono, ha riferito martedì scorso che le sue truppe stanno combattendo nella zona con il supporto di elicotteri sin dal giorno dell'attacco. Nel suo comunicato, la Gsf ha segnalato diversi membri di bande uccisi e feriti, nonché quattro membri della forza feriti, senza fornire ulteriori informazioni sulla sorte dei salvadoregni.
Lunedì, davanti al Consiglio di Sicurezza, l'ambasciatrice di El Salvador presso l’Onu, Egriselda López, ha condannato l'imboscata e ha chiesto un intensificarsi degli sforzi internazionali per localizzare e recuperare vivi i soldati dispersi. “La nostra priorità immediata è garantire il rapido e sicuro ritorno del nostro personale”, ha dichiarato la diplomatica, sollecitando un maggiore coordinamento tra le forze schierate, dopo di che ha espresso la preoccupazione del governo salvadoregno per il mancato contatto con l'equipaggio e ha assicurato che le operazioni congiunte con i contingenti di altri Paesi continueranno fino a quando non sarà accertata la loro sorte.
Dal 2024 El Salvador partecipa alla missione multinazionale ad Haiti con un contingente aereo. La sua attuale presenza è regolata dalla Legge Transitoria Speciale per la Partecipazione delle Forze Armate di El Salvador alla Forza di repressione delle bande (Gsf) ad Haiti, approvata dall'Assemblea Legislativa il 29 settembre e pubblicata il giorno successivo nella Gazzetta Ufficiale.
La legge, in vigore dal 2 ottobre, estende il dispiegamento fino a ottobre 2027, con possibilità di rinnovo. Mentre il precedente decreto limitava il ruolo delle truppe alle sole evacuazioni mediche, la nuova legge autorizza anche l'utilizzo di velivoli equipaggiati per missioni specifiche, il dispiegamento di personale civile e militare e qualsiasi altra attività che la missione ritenga necessaria, in conformità con le Convenzioni di Ginevra.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, le bande criminali controllano quasi il 90% di Port-au-Prince e la violenza ha causato lo sfollamento di oltre 1,3 milioni di persone. Questa settimana, il capo dell'Ufficio integrato delle Nazioni Unite ad Haiti (Binuh), Carlos Ruiz Massieu, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza che i gruppi armati continuano a sfidare l'autorità dello Stato haitiano.
Nel marzo 2024, Bukele si era offerto di "risolvere" la crisi haitiana a condizione di ottenere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, il consenso di Haiti e i finanziamenti per la missione.
Il governo salvadoregno non ha ancora specificato se l'operazione annunciata sia condotta sotto il comando della Gsf, come indicato dalle Forze Armate nei loro comunicati, né quale sia la sua portata.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia
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