Francia, esplode la protesta: studenti e sindacati in piazza contro carovita e crisi della scuola
(ASI)Francia continua a dilagare la protesta partita dal liceo di Créteil per la carenza di insegnanti, e che nel giro di poche settimane si è trasformata in una mobilitazione molto più ampia, capace di riunire studenti, insegnanti, sindacati, genitori e perfino i lavoratori e sostenitori dei Gilets jaunes, il movimento nato nel 2018 contro l’aumento del costo della vita e alcune politiche economiche del governo.
Al centro delle contestazioni ci sono le condizioni dei licei e della scuola in generale, ma anche il costo della vita, i salari troppi bassi e le scelte di bilancio dello Stato che sono state giudicate negativamente dalla popolazione.
Inizialmente il primo ministro Lecornu aveva messo a disposizione il ministero dell’Istruzione per cercare di trovare soluzioni alle 5 priorità più urgenti: garantire le lezioni in caso di assenza degli insegnanti, migliorare le condizioni materiali degli istituti, intervenire sull'organizzazione delle giornate scolastiche, rendere più leggibile l'orientamento e rafforzare la partecipazione degli studenti alle decisioni che li riguardano. Su questa linea, il ministero qualche settimana fa, aveva annunciato che avrebbe assegnato oltre 3.000 in tempi rapidi, ai licei con maggiori necessità, oltre ad assumere ulteriori insegnanti. Ma la protesta ha progressivamente superato il perimetro della scuola, coinvolgendo inaspettatamente il costo della vita, l'aumento dei prezzi dei carburanti, per poi finire sui salari troppo bassi, fino a contestare le politiche sul contenimento della spesa pubblica. Il progetto di bilancio per il 2027 prevede infatti un pacchetto complessivo di 54 miliardi di euro tra risparmi e misure fiscali, tra le quali, c'è il congelamento della scala salariale utilizzata per calcolare la retribuzione di base dei dipendenti pubblici, la politica più contrastata.
Il ministero dell'Interno, ha stimato in circa 550.000, le persone aderenti alle manifestazioni che si sono svolte sabato in tutta la Francia, mentre le stime degli organizzatori sono state nettamente più alte. La maggior parte delle manifestazioni è rimasta pacifica, ma in diverse città si sono verificati scontri, incendi, danneggiamenti e saccheggi. A ogni modo i problemi con cui l’esecutivo francese deve scendere a patti e compromessi con il popolo per cercare di contenere la situazione che sta diventando sempre più critica e delicata.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.