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Politica Estera

Trump respinge il piano iraniano per Hormuz: il negoziato resta aperto

Di Carlo Armanni 28 Settembre 2026 – 14:32 2 min di lettura

(ASI) Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto la proposta avanzata dall'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz e riportare le due potenze sul tavolo delle trattative. La decisione è è arrivata sabato scorso, quando Trump ha dichiarato candidamente ai giornalisti di aver rifiutato l'offerta iraniana.

Il presidente americano ha comunque precisato di aspettarsi nuovi colloqui con Teheran durante il prosieguo della settimana, anche se le condizioni poste dalle due parti rimangono parecchio distanti.

La proposta iraniana del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, era stata inoltrata indirettamente dai rappresentanti del Qatar, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York: Teheran si è resa disponibile a riaprire lo Stretto entro sette giorni, ma solo al verificarsi di determinate condizioni. Tra queste figuravano in particolare la fine del blocco navale statunitense sui porti iraniani, la rimozione delle sanzioni sulle esportazioni petrolifere e il rispetto di un cessate il fuoco regionale. A fronte di tutto ciò, l'Iran avrebbe anche ripreso i negoziati sul proprio programma nucleare.

Trump ha tuttavia giudicato insufficiente l'offerta, respingendola pubblicamente. La posizione di Washington, secondo le ricostruzioni dei media americani, è tuttavia strettamente connessa alla necessità di più ampie garanzie sul programma nucleare iraniano, ma al momento i mercati sono più preoccupati della crisi del greggio. Le dichiarazioni di Trump infatti hanno avuto un immediato effetto sui mercati internazionali: il prezzo del petrolio ha registrato un rialzo del Brent superiore all'1% nelle prime contrattazioni, che si sono protratte per tutta la seduta.

Il mercato ha di fatto reagito alla prospettiva che le difficoltà sul traffico petrolifero attraverso Hormuz possano protrarsi ulteriormente nel corso delle prossime settimane: l’aumento del greggio esercita un’enorme pressione sull’inflazione, attraverso i prodotti raffinati e i costi di trasporto ad esso collegati.

Fonti giornalistiche statunitensi riferiscono che i mediatori qatarioti stanno continuando a lavorare su una possibile modifica del testo iraniano, affinché possa essere preso in considerazione da Trump. Lo stesso Araghchi ha ribadito sin da subito, che la diplomazia è l'unico strumento per uscire dalla crisi. Sono dunque attesi nuovi contatti diplomatici nei giorni a venire.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
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