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Politica Estera

Xi Jinping accolto in grande stile negli Stati Uniti, il bilaterale conferma il beneficio reciproco

Di Andrea Fais 26 Settembre 2026 – 06:30 6 min di lettura

(ASI) Tra mercoledì e giovedi scorsi, il presidente cinese Xi Jinping ha compiuto un’importante visita ufficiale negli Stati Uniti a meno di cinque mesi da quella dell’omologo Donald Trump a Pechino.

 Il vertice tra i due capi di Stato ha confermato la fase di ritrovata fiducia reciproca, cominciata quasi un anno fa con l'incontro di Busan, in Corea del Sud. A questo proposito, Andrea Fais, collaboratore di Agenzia Stampa Italia, è intervenuto sulle "colonne" di Radio Cina Internazionale (CGTN) per la rubrica "In altre parole". Proponiamo qui di seguito la versione integrale dell'articolo.

A poco più di quattro mesi dalla visita di Donald Trump a Pechino, il presidente cinese Xi Jinping ha raggiunto Washington per incontrare il suo omologo statunitense in quello che era indubbiamente l’evento diplomatico più atteso di questo inizio autunno. Il vertice tra i leader delle prime due economie mondiali non ha tradito le aspettative e ha messo sul tavolo tutti i temi più delicati, ormai da tempo al centro delle relazioni bilaterali.


In un contesto internazionale complesso, i due capi di Stato sembrano essersi lasciati alle spalle le difficoltà e i problemi del passato per cercare di individuare un terreno comune su cui dialogare e confrontarsi responsabilmente. “Io e il presidente Trump abbiamo sempre mantenuto i contatti attraverso i vari canali, guidando insieme la grande nave delle relazioni sino-statunitensi”, ha detto Xi Jinping durante il colloquio alla Casa Bianca, ricordando come lo scorso maggio i due abbiano “deciso di comune accordo di dare vita a relazioni costruttive di stabilità strategica“. Tale concetto, elaborato congiuntamente a Pechino, è stato sostanzialmente confermato in terra nordamericana, dove il leader cinese ha sottolineato che le parti “devono tradurre questa visione in azione, impegnandosi affinché la cooperazione sia l’elemento principale, la competizione sia misurata, le divergenze siano gestibili e la pace sia auspicabile, tracciando così un percorso corretto per la convivenza tra le due grandi potenze”.

Apparso rilassato davanti alla folta rappresentanza della stampa nazionale ed estera, Trump ha dichiarato che si tratta di una “grande visita”, un incontro tra “grandi potenze”. L’inquilino della Casa Bianca considera Xi Jinping un “buon amico”, con cui mantenere “contatti stretti e approfonditi”. “Sotto la nostra guida, le relazioni tra Stati Uniti e Cina non potranno che migliorare”, ha aggiunto Trump che, insieme al suo ospite, ha annunciato il raggiungimento di ulteriori risultati positivi nel nuovo ciclo di consultazioni tra le delegazioni economiche e commerciali dei due Paesi.

Se interpretate nel modo giusto, dunque, le rispettive ambizioni strategiche di Cina e Stati Uniti possono non soltanto coesistere pacificamente ma persino produrre benefici reciproci. Nella visione del leader della Repubblica Popolare resta intatta la convinzione che dal rapporto bilaterale derivino anche opportunità su scala globale. Una relazione stabile e costruttiva tra due colossi economici di questo calibro, d’altronde, non può che avvantaggiare tutti gli altri Paesi del pianeta. Il presidente cinese non nega le differenze esistenti tra sistemi politici, economici e culturali molto diversi tra loro, ma chiede al suo interlocutore di inserirle entro un quadro diplomatico che consenta alle due potenze di “realizzarsi a vicenda nella competizione virtuosa, gestire adeguatamente le divergenze cercando punti in comune e costruire la pace accumulando fiducia reciproca”.

La cornice della cooperazione è una “strada a doppio senso”, secondo Xi Jinping. Da un lato è essenziale “ampliare il ventaglio delle collaborazioni”, dall’altro è fondamentale “ridurre quello delle questioni controverse”. Tutto va comunque ricondotto ad un terreno di parità nelle relazioni: uguaglianza, rispetto e reciprocità rimangono parole-chiave nel vocabolario del leader cinese, promuovendo un approccio adeguato per “risolvere i problemi” e “individuare una via d’uscita”.

Due, tra gli altri, sono i temi che hanno tenuto banco durante l’incontro alla Casa Bianca: l’intelligenza artificiale (IA) e la questione di Taiwan. “Cina e Stati Uniti sono grandi potenze nello sviluppo dell’IA”, ha affermato il capo dello Stato asiatico, ammettendo la concorrenza tra le parti ma rimarcando anche la possibilità di cooperare, valorizzando le rispettive eccellenze anziché “erigere reciprocamente muri di difesa”. Nelle parole del presidente cinese, la governance di questo nuovo strumento tecnologico richiede una maggior collaborazione bilaterale per “prevenirne l’abuso e l’uso malevolo”, “mantenerne il controllo umano”, “seguire una visione incentrata sulla persona ed orientata al progresso e al bene”. Xi Jinping ha sottolineato che la posizione di Pechino a difesa della riunificazione nazionale e dell’integrità territoriale è molto chiara. Egli auspica che gli Stati Uniti mantengano la corretta posizione di contrasto all'”indipendenza di Taiwan”, gestiscano con prudenza la questione taiwanese e gettino così basi solide per la cooperazione strategica tra i due Paesi e per lo sviluppo delle relazioni bilaterali.

Entrambi i presidenti hanno rammentato la cooperazione sino-statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale. Il leader cinese ha voluto citare anche la diplomazia del ping-pong, emersa nei primi anni Settanta, una riconciliazione avvenuta nell’ambito dello sport che aprì la strada all’apertura voluta da Mao Zedong e Richard Nixon. Un comunista cinese, il primo, e un repubblicano statunitense, il secondo: due uomini completamente diversi tra loro per lingua, cultura, esperienza di vita, formazione politica e inclinazione ideologica che, tuttavia, riuscirono a parlarsi e a normalizzare le relazioni tra i due Paesi.

Le riflessioni incrociate dei due presidenti hanno attinto molto al passato, cercando nelle radici profonde della storia quei motivi che avevano spinto nazioni e comunità separate da migliaia di chilometri ad unirsi per respingere una comune minaccia e poi ritrovarsi, con l’intenzione di superare le divisioni imposte dalle logiche della Guerra Fredda. Oltre la retorica e il cerimoniale, le parole pronunciate dovranno perciò avere un senso concreto, ovvero indurre scelte finalizzate a mantenere dritta la barra delle relazioni bilaterali anche in questo nuovo secolo.

Nel discorso di Xi Jinping c’è stato spazio anche per la dimensione people-to-people. Venendo a tempi più recenti ha infatti ricordato la vicenda dello statunitense Ronald Sakolsky, che oltre vent’anni fa sostenne finanziariamente la cinese Yin Yuzhen, impegnata a piantare alberi nell’area desertica di Mu Us. Le relazioni socio-culturali sono destinate a crescere nel prossimo futuro: a breve due panda giganti arriveranno allo Zoo di Atlanta e 100.000 giovani statunitensi saranno invitati in Cina nei prossimi cinque anni per programmi di scambio e studio.

L’accoglienza riservata al leader della potenza asiatica lascia pensare che la Casa Bianca abbia scelto la strada della cooperazione. Del resto, la tempesta tariffaria scatenata lo scorso anno con l’introduzione dei dazi non aveva minimamente scalfito il gigante asiatico. Dopo i confortanti dati del 2025, anche nel primo semestre di quest’anno il commercio estero cinese ha registrato un incremento del 16,9%, trainato in particolare dagli scambi coi Paesi vicini (+20,6%) e con l’Africa (+19,6%). Il ritmo di crescita dell’import (+22,1%), molto più sostenuto di quello dell’export (+13,4%), indica inoltre che le aziende straniere stanno effettivamente beneficiando di una maggiore apertura del mercato cinese, agevolando un graduale riequilibrio commerciale. A dimostrazione che, tra governi come tra imprese, è possibile ottenere i risultati sperati attraverso il dialogo e l’incontro, massimizzando i vantaggi ed azzerando i rischi connaturati ad una situazione di scontro.

Nello specifico, secondo i dati delle dogane cinesi, ad agosto il commercio sino-statunitense è cresciuto per il quinto mese consecutivo, accumulando nei primi otto mesi di quest’anno un valore complessivo pari a 2.760 miliardi di yuan, in aumento dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il lavoro delle parti per la stesura di un accordo commerciale reciprocamente vantaggioso va avanti in attesa di essere completato, ma già ora la direzione pare essere quella giusta.

 

Andrea Fais - Radio Cina Internazionale (CGTN)

Nota della Redazione

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