(ASI) Riceviamo e pubblichiamo - "Nota informativa sulle misure legali e proporzionate della Repubblica Islamica dell’Iran in merito al transito nello Stretto di Hormuz a seguito dell’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista.
In data 28 febbraio 2026 (9 Esfand 1404 (, gli Stati Uniti e il regime sionista hanno intrapreso un’aggressione illegale, in contrasto con i principi fondamentali del diritto internazionale, contro l’integrità territoriale e la sovranità nazionale della Repubblica Islamica dell’Iran.
In risposta, e nell’ambito del diritto intrinseco all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il governo della Repubblica Islamica dell’Iran ha adottato una serie di misure per contrastare tale aggressione.
A seguito di questa aggressione illegale, il passaggio attraverso il mare territoriale della Repubblica Islamica dell’Iran nel Golfo Persico, incluso lo Stretto di Hormuz, è divenuto insicuro, creando una situazione eccezzionale di emergenza nello Stretto.
Tale situazione ha avuto ampie ripercussioni sulla sicurezza nazionale e sugli interessi fondamentali della Repubblica Islamica dell’Iran, nonché sulla sicurezza della navigazione marittima internazionale nel Golfo Persico. Alla luce delle condizioni straordinarie ed emergenziali, la possibilità di transito inoffensivo come in condizioni
normali è di fatto venuta meno. Questa situazione è la conseguenza diretta e naturale dell’aggressione illegale degli Stati Uniti e del regime sionista contro il territorio e la sovranità dell’Iran, e la responsabilità ricade su tali parti ostili.
La situazione particolare e senza precedenti derivante da questa guerra di aggressione ha costretto la Repubblica Islamica dell’Iran, al fine di salvaguardare i propri interessi fondamentali e, al contempo, garantire pace, stabilità e sicurezza marittima, ad adottare una serie di misure precauzionali e restrittive in relazione al passaggio inoffensivo (
innocent passage ) nello Stretto di Hormuz. Nell’esercizio del diritto intrinseco all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, l’obiettivo principale di tali misure è prevenire il sostegno ad aggressioni attuali e future contro l’Iran, nonché garantire la libera navigazione marittima nel Golfo Persico e nel Mare
di Oman.
In tale contesto, la Repubblica Islamica dell’Iran, in qualità di Stato costiero interessato
e responsabile della sicurezza della navigazione nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, in conformità alle norme consolidate del diritto internazionale consuetudinario e pattizio, impedisce il transito di tutte le imbarcazioni appartenenti o collegate alle parti aggressori, nonché ai partecipanti o sostenitori dell’aggressione.
Inoltre, il passaggio inoffensivo di Stati terzi attraverso lo Stretto di Hormuz è considerato legittimo solo se non pregiudica la sicurezza nazionale e gli interessi fondamentali della Repubblica Islamica dell’Iran, né la pace e l’ordine nella regionedel Golfo Persico, ed è privo di qualsiasi forma di sostegno a minacce o all’uso della
forza contro la sovranità, l’integrità territoriale o l’indipendenza politica dell’Iran. È evidente che, qualora il governo iraniano ritenga che esistano motivi ragionevoli per considerare il transito di una nave come una minaccia alla sicurezza nazionale, all’ordine pubblico o alla pace regionale, tale transito verrà impedito.
Gli aggressori, abusando del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz e della loro presenza nel Golfo Persico, hanno avviato una guerra di aggressione contro la Repubblica Islamica dell’Iran e continuano a minacciare la sicurezza nazionale del Paese. In una situazione caratterizzata dalla violazione di una norma imperativa
(divieto di aggressione) e dalla violazione della sovranità e della sicurezza nazionale dell’Iran, la normalizzazione delle condizioni e l’aspettativa di non esercitare un controllo effettivo sullo Stretto di Hormuz risultano impossibili e privi di qualsiasi base giuridica e pratica.
Si sottolinea che il diritto degli Stati di adottare misure precauzionali e restrittive nel contesto di conflitti armati è riconosciuto nelle convenzioni e negli strumenti internazionali. Le azioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista, che costituiscono una palese violazione del diritto del mare, in particolare per quanto riguarda la minaccia o l’uso della forza contro la sovranità, l’integrità territoriale o l’indipendenza politica dello Stato costiero (come previsto dall’articolo 14, paragrafo 4, della Convenzione del 1958 e dagli articoli 19, paragrafo 2, lettera a), e 39, paragrafo
1, lettera a), della Convenzione del 1982, che vietano tali attività in quanto incompatibili con il passaggio innocente e di transito), hanno compromesso il fragile equilibrio tra i diritti e la sicurezza degli Stati costieri e la libertà di navigazione marittima, violando direttamente e gravemente la sovranità e la sicurezza nazionale
della Repubblica Islamica dell’Iran. Pertanto, in queste condizioni, il regime giuridico vigente (passaggio inoffensivo) è sospeso, e tale passaggio è subordinato alle condizioni dichiarate dalle autorità competenti della Repubblica Islamica dell’Iran. Di conseguenza, l’esercizio di un controllo efficace e intelligente da parte dell’Iran sul
transito di tutte le navi, in particolare quelle appartenenti o collegate alle parti aggressori, si fonda sul diritto intrinseco alla legittima difesa e sui principi di necessità e proporzionalità, risultando pienamente legale e legittimo.
La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre rispettato il principio della libertà di navigazione e la sicurezza della navigazione marittima; tuttavia, è evidente che l’effettiva realizzazione di tali principi nello Stretto di Hormuz è possibile solo nel rispetto della sovranità e dei diritti sovrani della Repubblica Islamica dell’Iran quale
Stato costiero. L’Iran sottolinea che la responsabilità di qualsiasi interruzione, insicurezza o aumento dei rischi in questa vitale via marittima e nelle aree circostanti ricade direttamente sugli Stati Uniti d’America e sul regime sionista, i quali, attraverso un’aggressione illegale e criminale contro l’Iran, hanno esposto la stabilità regionale e
la sicurezza della navigazione internazionale a una minaccia senza precedenti e a una palese violazione dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite.
Alla luce di quanto sopra, le misure legali e legittime adottate dalla Repubblica Islamica dell’Iran si basano sui principi fondamentali del diritto internazionale e sui criteri di necessità e proporzionalità. Tali misure sono finalizzate a respingere l’aggressione e neutralizzare la fonte delle minacce e continueranno ad essere applicate, in conformità con le norme giuridiche, fino al pieno raggiungimento di tali obiettivi e all’eliminazione della fonte dell’aggressione. In tale contesto, qualsiasi transito attraverso lo Stretto di Hormuz dovrà avvenire nel rispetto delle misure adottate dall’Iran e in coordinamento con le autorità competenti del Paese. " Così in una nota l'Ambasciata della Repubblica islamica dell'Iran di Roma.



