Ucraina-Russia: tra speranze di pace, ombre sulla democrazia e la grande questione della sicurezza europea

(ASI) Dibattiti. Riceviamo e Pubblichiamo da Carlo Di Stanislao.

"La pace non è l'assenza della guerra, ma una virtù, uno stato d'animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia." — Baruch Spinoza

Mentre a Istanbul riprendono i negoziati tra Russia e Ucraina, un interrogativo si insinua sotto la superficie delle cronache quotidiane: che tipo di pace stiamo cercando?

Una che semplicemente faccia tacere i cannoni, o una che affronti fino in fondo le tensioni irrisolte del continente europeo?

Dopo oltre tre anni di guerra, le diplomazie si muovono a fatica su un terreno minato: milioni di profughicittà distruttevite spezzate, e un tessuto geopolitico europeo che sembra più lacerato che mai. In questo contesto, il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato di essere pronto a cercare una via d'uscita. Una pace giusta, afferma, che riporti indietro i prigionieri, i bambini deportati, che restituisca all'Ucraina dignità e sovranità. Ma le condizioni poste sul tavolo da Mosca restano rigide e, in apparenza, inconciliabili.

Eppure, è proprio in questi momenti che la riflessione deve diventare più radicale, più scomoda, più profonda. È lecito indignarsi per l'aggressione russa. È doveroso sostenere un popolo sotto attacco. Ma è anche indispensabile, se vogliamo davvero la pace, capire fino in fondo le dinamiche che hanno condotto a questo abisso.

La Russia non è semplicemente "il nemico". È una potenza in declino, ferita, che percepisce il proprio spazio vitale come minacciato. Ha, come ogni nazione sovrana, il diritto sacrosanto di non essere circondata da alleanze ostili. È un diritto che non giustifica la guerra, ma che merita ascolto, se davvero la sicurezza europea vuole diventare un progetto condiviso e non un braccio di ferro permanente.

Perché non è solo Kiev a tremare sotto le bombe. È l'intero ordine europeo che vacilla sotto il peso delle sue ambiguità:
– Si può davvero costruire la pace ignorando le paure altrui?
– Possiamo parlare di cooperazione, continuando a estendere confini militari verso est come se la Guerra Fredda non fosse mai finita?
– È possibile una sicurezza collettiva in Europa senza un patto nuovo tra est e ovest, tra Unione Europea e Russia, tra democrazie e autocrazie?

In parallelo, emergono inquietudini interne. L'Ucraina, eretta a baluardo della libertà, mostra crepe crescenti nel proprio sistema democratico. Le pressioni dell'economia di guerra, l'accentramento del potere presidenziale, i colpi inferti all'indipendenza della magistratura e dei media, sollevano interrogativi seri. L'Unione Europea, pur determinata nel sostegno, ha cominciato a lanciare segnali di allarme: democrazia, stato di diritto, trasparenza – questi non possono essere valori negoziabili.

Qui si apre una domanda di fondo: che tipo di Ucraina vogliamo aiutare a costruire?
Una forte solo militarmente, ma fragile istituzionalmente? Oppure una repubblica solida, capace di diventare esempio e non solo avamposto?

La storia recente insegna che il sostegno incondizionato, quando cieco, può diventare un boomerang. L'Afghanistan, la Libia, perfino l'Iraq, sono lì a ricordarci cosa succede quando si scambia l'alleanza militare per amicizia storica, e la resistenza armata per maturità democratica.

È allora tempo di dire ad alta voce ciò che in molti pensano solo in privato: la vera pace non si costruisce né con le bombe né con le ipocrisie. Si costruisce con la verità, il coraggio e l'ascolto profondo anche delle ragioni scomode.

Spinoza ci ricorda che la pace è una virtù. Non un compromesso tattico, ma un gesto morale, un equilibrio interiore che una civiltà deve avere per trascendere la logica dell'amico e del nemico.

Ma forse oggi ci manca anche un altro ingrediente, più antico e spesso dimenticato: l'intelligenza della "Pax Romana". Non fu solo un'imposizione imperiale, ma una strategia di lungo respiro fondata su integrazione, infrastrutture comuni, diritto condiviso, riconoscimento delle identità locali e cooperazione tra territori diversi sotto un ordine più grande.
La Pax Romana seppe garantire per secoli stabilità a un mosaico di culture e popoli, proprio perché non pretendeva uniformità, ma coltivava l'unità attraverso il rispetto dei limiti e delle esigenze reciproche.
Oggi, in un'Europa che si illude di poter esportare modelli senza ascoltare la geografia e la storia, forse quella antica saggezza strategica andrebbe recuperata, non per nostalgia, ma per lucidità.

Se oggi l'Europa ha davvero un ruolo da giocare, non può limitarsi a schierarsi. Deve offrire una visione, una proposta culturale prima ancora che politica, una nuova architettura della convivenza, in cui anche le potenze in conflitto possano trovare un linguaggio comune.

Non sarà facile. Servirà immaginazione, visione, lungimiranza. Ma soprattutto servirà un nuovo concetto di vittoria. Non la vittoria militare. Non l'umiliazione del nemico. Ma la vittoria del dialogo sulla pauradella cooperazione sull'ostilitàdella giustizia sulla vendetta.

Perché la vera pace non è mai il frutto di una resa. È un atto di intelligenza collettiva.
E l'Europa — se vuole essere all'altezza del suo nome — deve avere il coraggio di sognarla, progettarla, praticarla.

Ma forse, e qui l'amarezza si fa inevitabile, l'Europa non è più ciò che credevamo.
Forse è diventata solo una parola.
Una espressione geografica travestita da potenza morale.
Un nome evocato nei discorsi, ma assente nei fatti.
E allora la domanda più urgente, prima ancora che geopolitica, è profondamente spirituale:
siamo ancora in grado di immaginare l'Europa come soggetto di pace, o ne conserviamo solo l'eco?

Carlo Di Stanislao

 

 

*Immagini generata da AI Microsoft Copilot.

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Serie A: Juve-Napoli e Roma-Milan, sfide all’O.K. Corral. Il punto di Sergio Curcio

Serie A: Juve-Napoli e Roma-Milan, sfide all’O.K. Corral. Il punto di Sergio Curcio

Sanità, Giuliano (UGL): “Relazione della Corte dei Conti conferma come in Italia manchi accesso equo alle cure. Senza giustizia sociale non esiste un vero SSN”

(ASI) La relazione annuale della Corte dei Conti sulla spesa sanitaria restituisce un quadro che l'UGL Salute considera allarmante: il Servizio sanitario nazionale aumenta le risorse, ma non riesce a ...

Codici: Ryanair deve rimborsare se il check-in online non funziona

L'associazione rilancia l'azione per tutelare i passeggeri che hanno problemi con il servizio

Valentino: Patto Nord, incarnava la bellezza che diventa industria

Roma,  – "La scomparsa di Valentino Garavani chiude simbolicamente una stagione in cui l'eleganza italiana non è stata solo stile, ma forza culturale ed economica. Valentino, insieme ai grandi ...

Turismo: Santanchè, "nel 2025 piccoli comuni trainano la crescita: +6,85% presenze e  +7,86% di arrivi sul 2024. dal fondo del ministero 100 milioni di impatto economico"

(ASI) L'intervento del MiTur genera un valore superiore a 98 milioni di euro. Le destinazioni minori contribuiscono al 20% delle presenze

Ricci: "Il Governo italiano sostenga il regolamento europeo per i diritti dei passeggeri. Basta difendere solo le compagnie aeree"

(ASI) "Come Parlamento europeo stiamo lavorando per rafforzare i diritti dei passeggeri aerei proponendo un regolamento migliore rispetto a quello attuale ma il Consiglio europeo non ha accolto nessun punto ...

Marco Rizzo (DSP) : "Bisogna costruire una nuova alternativa sovranista. Con Vannacci non si può fare: vuole la botte piena e la moglie ubriaca"

(ASI) "Ho, e abbiamo come DSP, guardato con attenzione alla vicenda politica in cui si è cimentato il generale Vannacci. Molte sue affermazioni erano condivisibili, specialmente sul piano internazionale, per la ...

Sanità (AMSI-UMEM-UXU): Scudo penale prorogato al 2026, ma la medicina difensiva pesa fino al 12% della spesa sanitaria

(ASI)Roma - Con il Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (Milleproroghe 2026), il Governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 lo scudo penale per gli operatori sanitari, limitando la punibilità ai soli casi di ...

COAPI; prosegue la Battaglia di Agricoltori, Allevatori e Pescatori: Mobilitazione Nazionale in corso

(ASJ) Dopo il successo della mobilitazione a Milano, Parma, Vittoria e Strasburgo, la lotta di agricoltori, allevatori e pescatori continua a guadagnare slancio, unendo cittadini preoccupati per il futuro delle ...

L’insulto alla fede non è libertà. Le comunità sciite italiane condannano l'oltraggio fatto all'Ayatollah Khamenei

(ASI) Riceviamo e Pubblichiamo - La notizia che martedì sera, a Roma, in presenza e con la complicità di un ex primo ministro italiano ed attuale senatore, siano state bruciate ...