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Politica Estera

Messico, da 10 anni in lotta contro i cartelli della droga

Di Fabrizio Di Ernesto 11 Dicembre 2016 – 11:39 2 min di lettura

PeñaNieto (ASI) Era l’11 dicembre 2006 quando il Messico ha avviato una guerra senza quartiere contro i narcotrafficanti. Cade quindi in questi giorni il decimo anniversario di questa lotta.Quando nel 2012 Enrique Peña Nieto ha assunto la presidenza del paese ha promesso ai suoi concittadini un “Messico pacificato”. Nel corso del suo mandato il capo dello Stato ha creato una nuova forza di polizia federale e fatto catturare numerosi narcotrafficanti nonostante numerose accuse mosse alle autorità messicane da parte di gruppi che si occupano della difesa dei “diritti umani”.

Pochi giorni dopo il suo insediamento l’allora presidente Felipe Calderon schierò circa 5 mila uomini nello stato occidentale di Michoacan dando inizio alla lotta contro i cartelli della droga.

Il mandato di Calderon è però stato contraddistinto da un forte aumento degli omicidi passati dai 10.253 del 2007 ai 22.852 del 2011, numero tornato a scendere nel primo biennio del suo successore salvo poi risalire nel 2015.

Quasi tutti questi omicidi sono avvenuti nel corso di scontri tra bande rivali.

Tra gli arresti più eccellenti compiuti dalle autorità indio-latine sicuramente quella di Joaquin “El Chapo” Guzman, capo del cartello di Sinaloa.

L’indebolimento dei principali cartelli della droga ha però portato alla nascita di bande più piccole che cercano di diversificare il proprio business attraverso rapimenti ed estorsioni. I cartelli della droga terrorizzano la popolazione lasciando i corpi decapitati dei loro rivali sui bordi della strada o appesi sui ponti, mentre fosse comuni si trovano frequentemente nella campagna.

La polizia è stata più volte accusata di collusione con i criminali, mentre i soldati hanno dovuto affrontare accuse di torture, esecuzioni extragiudiziali e gli abusi sessuali, molti rimproverano all’esercito di svolgere un compito per il quale non sono adeguatamente preparati; anche Peña Nieto nei giorni scorsi ha riconosciuto che le forze armate stavano svolgendo compiti che “non corrispondono in senso stretto al loro mandato ma sono determinati a continuare nelle operazioni di pulizia”.

Nonostante il grande impegno profuso dal governo messicano il consumo di droga negli Stati Uniti, nel frattempo, non è diminuito e la legalizzazione della marijuana in molti stati ha spinto i cartelli della droga ad intensificare la produzione di eroina, mentre le droghe sintetiche proliferano.

Fabrizio Di Ernesto

Nota della Redazione

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