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Politica Estera

Libia, incontro Frattini-Jalil: "L'Italia al riconoscimento internazionale del CNT"

Di Redazione ASI 19 Aprile 2011 – 13:40 3 min di lettura

(ASI) Oggi c'è stato l'atteso incontro alla Farnesina tra il Ministro Franco Frattini ed il Presidente del CNT, Mustafa Abdel Jalil. Il ministro degli esteri italiano ha dichiarato. "L’Italia lavora per un riconoscimento del Consiglio Nazionale Transitorio libico come unico interlocutore della comunità internazionale.

 I ribelli di Bengasi promettono cooperazione in primo luogo a Italia, Francia e Qatar (unici Paesi che li hanno riconosciuti), ad esempio nel contrasto all’immigrazione clandestina, e si impegnano al rispetto dei trattati internazionali, come quello di Amicizia con l’Italia.L’Italia, ha affermato Frattini, intende ''spiegare agli altri paesi europei e del mondo perché anche loro dovranno presto riconoscere il consiglio nazionale transitorio libico da cui nascerà la nuova Libia''. Jalil, ha spiegato Frattini, ha confermato che il Cnt intende passare ''da una Libia in cui si prende il potere seduti su un carro armato a una Libia in cui si prende il potere con le urne. E' quanto ci aspettavamo e che ci fa essere convinti di aver fatto bene ad aver riconosciuti il Cnt'' come unico interlocutore legittimo del popolo libico. Inoltre, ha aggiunto Frattini, il CNT ha garantito che ''tutti i trattati internazionali saranno rispettati, a cominciare dal trattato di amicizia italo libico che potrà continuare ad essere seguito quando le condizioni di sicurezza sul territorio lo permetteranno''. ''Da qui - ha aggiunto - inizierà una fase di ricostruzione, rilancio e sostengono per tutta la Libia''.

Prima però, è necessaria l’uscita di scena di Gheddafi, la cui repressione secondo Jalil avrebbe provocato diecimila morti e oltre cinquantamila feriti. Frattini ha spiegato che una delle opzioni sul tavolo della comunità internazionale è fornire strumenti per l’autodifesa del CNT. Se ne discuterà il 2 maggio a Roma nella terza riunione del Gruppo di Contatto, ha aggiunto Frattini, ricordando che l'Italia è ''favorevole all'invio di strumenti tecnici'', come attrezzature per le intercettazioni, radar o rivelatori notturni. ''La risoluzione numero 1973 dell'Onu non vieta l'aiuto in termini di autodifesa per il popolo libico, ma siccome altri Paesi hanno opinioni diverse, è una questione che dovremo affrontare'', ha sottolineato il Ministro.

Alla riunione di Roma l’Italia chiederà l’attivazione di "strumenti legali internazionali per consentire la vendita dei prodotti petroliferi in Cirenaica a produttori, fornitori e acquirenti internazionali", ha detto Frattini, auspicando che a Roma vengano prese decisioni anche in merito alla possibilità che il Cnt possa disporre di "somme di denaro provenienti dagli assetti congelati del regime che sono di proprietà del popolo libico".

Intanto non si fermerà l’iniziativa italiana sul fronte umanitario. Frattini ha promesso a Jalil "che aumenteremo il numero di feriti gravi da trasportare negli ospedali italiani e contiamo di inviare ulteriori team medici in Libia". Il leader libico ha chiesto che ad essere accolti nelle strutture ospedaliere siano un centinaio di persone, ha riferito il ministro, parlando di "una cifra possibile" e garantendo che "su questo lavoreremo".

''Cooperazione e amicizia saranno offerti in primo luogo a Italia, Francia e Qatar, poi a Gran Bretagna e Usa'' e poi agli altri Paesi ''a seconda del sostegno dato fino ad oggi'', ha affermato Abdul Jalil, aggiungendo che in futuro la Libia coopererà con l'Italia per controllare l'afflusso di immigrati clandestini dai confini libici verso le coste italiane. "Opereremo insieme per chiudere i nostri confini a questi flussi", ha spiegato, sottolineando che in Libia "il 40% dei delitti sono commessi da africani sfollati provenienti dal sud allo scopo di approdare in Europa". ''Non accetteremo queste persone in futuro'', anche perché - ha spiegato Jalil - ''forse ne soffriamo più di voi perché abbiamo più difficoltà economiche a ricevere gli immigrati''.

Il CNT, inoltre, “conta molto sul ruolo dell’Italia e su una sua partecipazione allargata'' specialmente per quanto riguarda ''la protezione dei civili libici'', ha dichiarato Ali al Isawi, responsabile della politica estera del CNT, aggiungendo che ''i raid della Nato non sono sufficienti'' e auspicando che durante la riunione del gruppo di contatto a Roma vi sia una ''soluzione per fornire quanto serve al nostro popolo per proteggere i civili e ottenere la libertà''.

Nota della Redazione

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