(ASI) Un colpo micidiale quello patito dalla “gauche” francese. Nei 90 dipartimenti in cui si è votato per le amministrative, 60 sono ora in mano al centro destra di Sarkozy, e 30 ai socialisti.

A complicare ancor di più le cose per Hollandè e il suo esecutivo socialista, il fatto che dei 60 dipartimenti conquistati dal centro destra, 28 erano storici bastioni socialisti, o comunque governati dalla “gauche”  francese.

“I francesi hanno sconfessato  senza appello la politica di Francoise Hollandè e del suo esecutivo. Si tratta di un fallimento a tutti i livelli della maggioranza di centrosinistra”- ha commentato Nicolas Sarkozy che ha poi proseguito –“Mai un governo in carica aveva suscitato tanta sfiducia. Mai una politica aveva incarnato tanto una sconfitta ad ogni livello. Le menzogne, la mancanza di lungimiranza e l’impotenza sono state punite dal popolo francese”.

L’impietosi giudizio espresso da Sarkozy è basato soprattutto sulla consapevolezza che queste elezioni sono state fin dal principio un banco di prova in vista delle presidenziali del 2017. Come per le ultime europee, il governo socialista in carica, quello degli slogan “il cambiamento è subito”, è stato pesantemente battuto e sconfessato dai francesi. La sconfitta è stata riconosciuta anche dal premier Manuel  Valls, che ha parlato di “una sinistra troppo divisa, troppo dispersa e perciò in regresso”.  Il presidente Hollandè, che aveva scacciato “le petit Napoleon” Nicolas Sarkozy nel 2012, fin dall’inizio del suo mandato ha dimostrato di non essere all’altezza delle promesse fatte. In politica estera il sogno di una Francia non più “appoggiata” alla e dalla Germania è fallito quasi istantaneamente. Questo fallimento, oltre che colpire il proverbiale orgoglio francese, ha impedito l’abbandono del modello economica “rigorista” imposto dalla Germania agli altri stati e si è ripercosso sulla politica interna e ha di fatto impedito la creazione dello stato sociale promesso da Hollandè. L’impossibilità di aumentare le tutele per il lavoratori e per i ceti poveri hanno accentuato le tensioni interne al paese aumentando la sensazione di insicurezza nei francesi. Sensazione di insicurezza che ha trovato quasi un “raison d’etrè” nel recente attentato al giornale Charlie Hebdo.  In particolare i francesi hanno contestato una politica troppo “morbida” nei confronti dell’immigrazione e un troppo scarso impegno per favorire l’integrazione. Quest’ultimo aspetto ha portato al crollo dei consensi per Hollandè non solo da parte degli elettori più moderati, ma anche tra l’elettorato e gli intellettuali di sinistra. A peggiorare le cose per Hollandè il crollo di tutti gli indicatori economici che hanno portato le agenzie di rating a declassare la Francia; declassamento che è tutt’ora in corso. Anche sul fronte privato la popolarità di Hollandè è stata messa a dura prova dagli scandali sessuali e sentimentali che hanno visto coinvolto il presidente a dispetto della promessa di riportare la “rispettabilità” all’Eliseo dopo le “imprese” amorose del suo precedente inquilino. Tutto ciò non è piaciuto ai francesi, che già nelle ultime elezioni europee avevano premiato il Front National di Marine Le Pen, facendolo diventare primo partito nazionale nelle europee.

Proprio il Front National non è invece riuscito a riconfermare lo storico risultato delle europee. Il partito della Le Pen non è riuscito a riconfermarsi come prima forza nazionale come alle europee. Il risultato finale ha visto il partito portabandiera della destra nazionalista francese relegato a spettatore dello scontro tra i socialisti e la coalizione del centrodestra, non riuscendo a vincere in nessun dipartimento. Ciò nonostante è fuori di dubbio che, se anche non è stato conquistato alcun dipartimento, la presenza negli stessi di propri rappresentanti è nettamente cresciuta, arrivando a invadere perfino“feudi” o ex-“feudi” dei socialisti e della sinistra massimalista. “Si tratta di un risultato eccezionale”- ha commentato la Le Pen che ha poi proseguito –“L’obbiettivo si sta avvicinando. La conquista del potere è solo questione di tempo. Ormai disponiamo di una moltitudine di eletti su tutto il territorio francese che aiuteranno ad ottenere le vittorie di domani”. Ha poi commentato le mancate vittorie nel Vaucluse e nel Gard indicandole come dovute a “un sistema elettorale fabbricato contro di noi che ci hanno privati della maggioranza in luoghi ove di fatto, in presenza di un sistema puramente proporzionale, sarebbe stato premiato il partito con maggior numero di consensi, cioè il Front National”.

 

Cenusa Alexandru Rares – Agenzia Stampa Italia

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