Tequila, importazioni in Italia in crescita del 22,6%. Rapisarda: «Un mercato che sta cambiando»
(ASI)L’Italia è il sesto importatore mondiale. Il presidente di Gabriel & Spirits Group commenta i dati e prepara l’ingresso di Platinum Tequila e Talisman Tequila nel mercato italiano.
L’Italia si conferma tra i principali mercati mondiali della tequila. Secondo i dati del Consejo Regulador del Tequila, riportati dall’ANSA, tra gennaio e settembre 2026 le importazioni italiane hanno raggiunto 3,46 milioni di litri, con una crescita del 22,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il Paese occupa il sesto posto nella classifica mondiale e si distingue soprattutto per la quota di tequila 100% agave, che rappresenta l’83,3% delle importazioni complessive.
A commentare questi numeri è Gabriel Ernesto Rapisarda, presidente e proprietario di Gabriel & Spirits Group, attivo nel mercato statunitense dei distillati.
Il dato più interessante non riguarda soltanto l’aumento delle importazioni, ma soprattutto la crescente attenzione del mercato italiano verso il tequila 100% agave. È un segnale di come stiano cambiando le dinamiche di consumo e le scelte degli operatori del settore. L’Italia ha una tradizione importante nella ristorazione e nell’ospitalità, ma è anche un mercato competitivo, nel quale costruire una presenza stabile richiede investimenti e una distribuzione strutturata”, osserva Rapisarda.
L’analisi arriva mentre Gabriel & Spirits Group prepara l’ingresso in Italia di Platinum Tequila e Talisman Tequila, previsto dalla metà di novembre 2026.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, i due marchi hanno venduto complessivamente 620.000 bottiglie negli Stati Uniti, generando oltre 20 milioni di dollari di fatturato.
Il piano del gruppo prevede accordi con distributori e operatori del settore Ho.Re.Ca., oltre alla valutazione di nuovi progetti commerciali, tra cui boutique dedicate ai marchi e possibili iniziative di franchising internazionale.
L’azienda ha inoltre indicato un obiettivo di fatturato di 60 milioni entro la fine del 2026, nell’ambito di una strategia che comprende l’ampliamento del portafoglio prodotti e l’ingresso in nuovi mercati europei.
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