Rientro a scuola e bilanci familiari: l'emergenza dei costi tra inflazione e digitalizzazione
(ASI)Con l’inizio di settembre si riaprono i cancelli degli istituti scolastici, ma per milioni di famiglie italiane il ritorno sui banchi coincide prima di tutto con una complessa operazione di bilancio familiare.
Negli ultimi anni, il fenomeno del “caro-scuola” si è trasformato da un temporaneo picco di spesa stagionale a una vera e propria emergenza economica strutturale, alimentata dall'inflazione e dal continuo aumento dei costi delle materie prime.
Acquistare il corredo necessario per l'anno scolastico — dai libri ai quaderni, fino ai dispositivi tecnologici diventati ormai indispensabili per la didattica quotidiana — è diventato un investimento significativo che incide pesantemente sui redditi medi.
Di fronte a questa pressione economica, la risposta della società attuale ha generato un cambiamento profondo nelle abitudini d'acquisto. Si assiste alla crescita costante del mercato del libro usato, non più visto come una scelta di ripiego ma come una pratica virtuosa e diffusa. Allo stesso tempo, si moltiplicano altre iniziative di risparmio e condivisione, come i mercatini di cancelleria organizzati dagli stessi studenti o lo scambio e il riutilizzo dei corredi scolastici ancora in buone condizioni.
Tuttavia, le risposte spontanee dei cittadini non possono sostituire gli interventi strutturali necessari da parte delle istituzioni. Se da un lato il processo di digitalizzazione prometteva di abbattere i costi di stampa ed editoria, dall'altro ha introdotto nuovi bisogni tecnologici che spesso finiscono per accentuare il divario socio-economico.
Affrontare il problema del caro-scuola significa, in ultima analisi, tutelare il diritto allo studio garantito dalla nostra Costituzione.
Francesca Castellani Agenzia Stampa Italia
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