Primo Premio Reggenza del Carnaro, Risultato storico grazie alle virtù italiche.

(ASI) Pescara - Tornati in Italia senza problemi dopo il Primo Premio Internazionale Reggenza Italiana del Carnaro del Centro Studi Dannunziani e Patriottici fondato dal sottoscritto e da Roberto d'Amato, svoltosi in forma privata a Fiume (a causa del clima esplosivo di censura che si era creato in Croazia) e corredato dalla cerimonia commemorativa storico - religiosa in onore dei legionari caduti e degli esuli fiumani e Istriani, questa volta nel cimitero storico di Kosala nel capoluogo del Carnaro.

Alla fine del premio abbiamo annunciato a sorpresa, io e Roberto d'Amato, anche la nascita dell'Ordine Nobiliare della Reggenza del Carnaro.
Non ho perso tempo e mi sono subito recato nella Cattedrale di San Cetteo, dove c'è il sepolcro della "Santa" Madre di Gabriele d'Annunzio, Donna Luisella, per ringraziarla per la buona riuscita a Fiume dell'evento e del risultato storico ottenuto, poiché mai nessuno aveva avuto il coraggio materiale e spirituale, prima dell'8 giugno 2025, di recarsi a Fiume e di spingersi a tanto, nonostante la contrarietà delle autorità croate, dell'opinione pubblica locale, di quelli che sono stati chiamati i franchi tiratori italiani che hanno messo in moto la macchina del sangue per screditarci (poiché magari avrebbero voluto fare loro una iniziativa del genere e la nostra intraprendenza gli ha spiazzati), dei rappresentanti della comunità italiana di Fiume che sono stati chiamati da me "Fratelli d'Italia", ma che nei nostri confronti non sono stati fratelli e questo mi dispiace.
Nonostante le censure che si vogliono portare avanti per non riconoscere e sminuire il valore del risultato conseguito, il traguardo raggiunto ritengo che sia storico, e resta caro al divino il valore assoluto del gesto anche di coraggio dei partecipanti. Abbiamo vinto grazie a delle doti che ci hanno lasciato in eredità i nostri antenati Romani e Greci e che sono nel DNA italico; infatti, se non avessimo avuto la tenacia e la pazienza di Quinto Flavio Massimo il Temporeggiatore, e il coraggio di Orazio Coclite e di Muzio Scevola non avremmo mai trovato il modo di non scoraggiarci davanti a tanta ingenerosa cattiveria contro noi organizzatori; né senza l'astuzia dell'eroe greco Ulisse avremmo potuto fare l'evento a Fiume, dopo che l'Hotel Continental ci aveva ritirato la sala, e il guasto della mia auto che ho dovuto lasciare a Venezia e tanto altro, compresi chi inaspettatamente non è stato al nostro fianco.
A tal proposito, vorrei fare delle promesse e dei ringraziamenti: "Augusto Rippa-Christi Marincovich la memoria degli esuli non verrà mai dimenticata finché ci saremo noi, non temere. Grazie per la tua preziosa partecipazione Franca De Santis, la Patria ha bisogno di donne come te. Un ringraziamento anche a Giuliana Mastragostino, il tuo aiuto è stato prezioso. Vero Principe Roberto d'Amato senza di te non avremmo mai avuto la forza di andare così tanto avanti. Sei un signore, un nobile prima di tutto nel cuore.
Comunque sia, ero sicuro di riuscire perché il Vate e la sua Santa Madre Luisella non ci hanno mai abbandonato. La stessa Santa Madre che abbiamo intravisto Ruggero Morghen da una finestra del Palazzo del Governatorato di Fiume accarezzare le anime dei legionari caduti per difendere il Comandante d'Annunzio dalla cannonata della Andrea Doria, penso ad Italo Conci, Antonio Gottardo, Luigi Siviero e tutti gli altri che hanno perso la vita nel Natale di Sangue".
Di seguito, un commento a caldo dell'evento del 7/8 giugno 2025 e l'annuncio del prossimo incontro del 26 giugno a Chieti presso il Caffè Letterario Dannunziano "Il Duca Minimo" dove presenteremo l'Antologia Gabriele d'Annunzio Vate d'Italia e dove si potrà ammirare l'Esposizione Dannunziana Teatina:

https://youtu.be/vQOc9cjs27o?si=AsKJ4VfeG60TS_U_

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

 

 

*Foto scattata dall'autore dekll'articolo

 

 

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