marcoaureliojpg(ASI) La statua equestre dell’imperatore Marco Aurelio è un monumento, dal latino monere ricordare, dalle preziose caratteristiche, testimonianza della grandezza dell’impero e Bene Culturale, storico artistico, avente valore di civiltà.

È l’unica ad esserci pervenuta integra. Segna infatti il passaggio dal classico al contemporaneo in tutto il suo splendore. Essa fu eretta nel 176 d.C. L’ubicazione originaria si pensa fosse nel Foro Romano, oppure vicino alla Colonna Antonina. L’originale è conservata presso Palazzo dei Conservatori. Venne dedicata a Marco Aurelio in occasione del trionfo sulle popolazioni Germaniche. Era definita come statua equi magni ovvero maggiore del vero. Tutto ciò a simboleggiare l’importanza dell’operato dell’imperatore, che si poneva fiero come erede dell’antica Roma Imperiale. Carlo Fea attribuì la statua all’imperatore Costantino.

Si confutò l’ipotesi avanzata da Nardini e accolta da Winckelmannche cavallo e cavaliere fossero stati innalzati nel Laterano. Veniva infatti ricordata nelle fonti Medioevali. Nel gennaio del 1538, per ordine di Paolo III Farnese, la statua fu trasferita sul colle Capitolino, che dal 1143 era divenuto sede delle autorità cittadine. Il Senato affidò l’incarico a Michelangelo l’incarico di sistemare la statua. Il grande artista fiorentino, ne fece il perno di quel mirabile complesso che è la Piazza del Campidoglio. I temi centrali dell’opera sono il potere e la grandezza divina. Infatti la figura dell’imperatore è rappresentata centralmente a cavallo con proporzioni reali e braccio teso. Questo gesto ricorda le pose augustee. In questo caso la posa può essere intesa come un atto di clemenza. Si pensa che ai piedi della statua vi fosse collocato un prigioniero barbaro. Lapresenta la figura di Marco Aurelio come Dio conquistatore. L’assenza di armi o di armature loricate (decorate), sta a significare un messaggio di pace.

Era infatti pacifico l’ideale dell’imperatore che fece il tempo di Roma sereno e prospero. Egli fu imperatore dal 161 d.C. fino al 180 anno della sua morte per malattia. Fino al 169 mantenne la reggenza dell’impero insieme a Lucio Vero,suo fratello adottivo nonché suo genero. Dal 177 regnò insieme a Commodo.Marcus AureliusCaesar Augusti Filiusviene considerato dalla storiografia come un sovrano illuminato, il quinto dei “buoni imperatori”. Il suo regno fu caratterizzato da conflitti bellici di importante rilevanza come le guerre pratiche e marcomanniche, da carestie e pestilenze. È ricordato anche come importante filosofo stoico autore dei Colloqui con sé stesso.

 Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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