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(ASI) Gubbio -  Il 12 e 13 luglio la cittadina di Gubbio si é tinta dei colori dell'antichità classica in una due giorni di festa fra musica e danze rituali...
A promuovere la conoscenza delle tavole Iguvine, il più importante documento di epoca pre-romana, il Comune di Gubbio, la Regione Umbria, l' Istituto di Ricerche e Documentazione sugli Antichi Umbri e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della nostra regione, in collaborazione con Gubbio Cultura Multiservizi e Università dei Muratori.

Le sette tavole di bronzo, rinvenute a Gubbio nel XV secolo, riportano l'iscrizione di un testo in umbro relativo a complessi cerimoniali di lustrazione ed espiazione della città e sono attualmente conservate nella cappella del palazzo dei Consoli.

Sul rinvenimento dei documenti sono state avanzate diverse ipotesi. La piú accreditata lo farebbe risalire al 1444 nei pressi dell' area del teatro di Augusto, ma secondo un anonimo del XVII secolo il rinvenimento sarebbe avvenuto in una sala sotterranea, vicino alla chiesa di San Francesco a Gubbio; secondo altri, invece, sarebbero state riscoperte nelle vicinanze del tempio di Giove Appennino, tra Scheggia e Cantiano, a pochi chilometri da Gubbio. Furono acquistate dal comune di Gubbio nel 1456, secondo la notizia da parte di un certo Paulus Greghorii de Siga habitator Eugubrii (Paolo Gregorio di Signa, oggi Sinij, una cittadina vicino Spalato, al confine con la Bosnia e residente a Gubbio), il quale le vendette al comune su delega di Presentina, figlia del cittadino Francesco Vici Maggi, che cedeva le tavole in cambio di poter usufruire per due anni (a partire dal 1 gennaio 1457) dei proventi della gabella (circa quaranta fiorini) sui monti e sui pascoli. L’atto di cessione delle tavole è registrato nelle Rinormanze di Gubbio e porta la data del 25 agosto 1456."

Il programma della festa ha avuto inizio venerdì 12 luglio con una serie di appuntamenti che hanno coinvolto un vasto pubblico di esperti e di studiosi: a partire dalle ore 11, nei portici del chiostro della Biblioteca Sperelliana, l’ex convento di San Pietro, le fotografie delle tavole sono state esposte in formato naturale; una serie di tabelle ha poi 'raccontato' "l'eredità di parole che la lingua umbra antica ha lasciato nell’italiano e nei dialetti". E a testimoniare l'unità culturale dell’Italia preistorica l' attenta analisi dei nomi dei corsi d’acqua di tutta la nostra penisola.

A destare particolare interesse l'intervista, in forma di talk show, affidata al giornalista Federico Fioravanti che ha parlato con i suoi 'ospiti' del mondo degli Antichi Umbri. Fra gli esperti presenti alle ore 18.00 nel Chiostro del Convento di San Pietro, Mario Pagano (soprintendente ai beni Archeologici dell’Umbria), l’archeologa Laura Bonomi Ponzi e il glottologo Augusto Ancillotti, uno dei fondatori dell’Irdau. Ad intervenire é stato anche l'Assessore alla Cultura della Regione Umbria, Fabrizio Bracco. Alle ore 20, presso gli “Arconi”, (sotto il Palazzo dei Consoli) la prima giornata di festa é proseguita con una cena dal tema “A tavola con gli dei”: un banchetto con i cibi presenti nelle cerimonie sacrificali delle Tavole Iguvine durante il quale i commensali hanno potuto assaporare i gusti di secoli di tradizione dell'antico umbro.

La serata si é conclusa alle ore 21,30 sul palco nel Chiostro del Convento di San Pietro con una rappresentazione teatrale durante la quale sono stati recitati alcuni passi delle Tavole Iguvine con musica e danze rituali italiche, una vera e propria rievocazione della festa delle Sententasie, con la regia di Giancarlo Gaggiotti e musica e danza del gruppo Synaulia.

Nella seconda giornata dedicata alla festa delle tavole, il programma é proseguito con due visite guidate al Museo Civico del Palazzo dei Consoli ed una con apertura notturna del museo, a partire dalle ore 22.00.

 

Maria Vera Valastro - Agenzia Stampa Italia

 

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