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(ASI) «Questa notte è stato assicurato alla giustizia uno dei più pericolosi latitanti in circolazione in Italia - ha detto il ministro dell'Interno roberto Maroni - faccio i miei complimenti al Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, al Servizio Centrale Operativo e alla Squadra mobile di Foggia».

 Il 39enne Pacilli, uno dei 30 più pericolosi latitanti d'Italia, è stato catturato dalla squadra mobile di Foggia e dagli agenti del commissariato di Manfredonia in un casolare di Monte Sant'Angelo.

Gli agenti della Polizia di Stato lo hanno trovato in possesso di una pistola calibro 9 e di due caricatori. Accusato di associazione mafiosa e di estorsione, e ritenuto appartenente al clan Li Bergolis, l'uomo non ha avuto il tempo di reagire perché gli agenti lo hanno immediatamente bloccato. Pacilli deve scontare undici anni di reclusione per mafia.

La cattura del latitante Giuseppe Pacilli «é una operazione di polizia che ha caratteri eccezionali - ha dichiarato il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - per il risultato raggiunto, per la tenacia impiegata nel conseguirla, per il tempismo nella esecuzione, per la generosità e la dedizione degli uomini delle squadre mobili delle questure di Bari e di Foggia e dello Sco, per la tecnologia adoperata».

«L'operazione di questa notte - ha affermato Mantovano - che segue di poco un importante sequestro di beni di provenienza mafiosa a Vieste, è quindi una tappa importante dell'opera di liberazione del foggiano dalla morsa criminale: vi è oggi l'occasione storica di rendere stabile per il territorio quella che è una vittoria per tutti gli onesti».

L'intervento è stato compiuto da unità elitrasportate della Polizia di Stato; l'arresto ha fatto seguito a mirate indagini svolte da un gruppo di lavoro composto da operatori del Servizio Centrale Operativo e delle Squadre Mobili di Foggia e Bari, nel contesto di uno specifico dispositivo di intervento finalizzato ad aggredire le cosche mafiose operanti in Puglia.

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