(ASI) Javi Poves, calciatore ventiquattrenne dello Sporting Gijon, squadra della Liga spagnola, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo anzitempo, perchè "il calcio è capitalismo ed il capitalismo è morte".
Mentre in Italia e nella stessa Spagna, Paesi profondamente colpiti dalla crisi economica, i colleghi di Poves innescano polemiche per via delle loro minacce di sciopero, Poves dice di aver superato il limite della sopportazione e di cambiare radicalmente vita: "Ciò che si vede da dentro chiarisce molto - dichiara con grande convinzione-: il calcio professionale è solo denaro e corruzione. E' capitalismo, e il capitalismo è morte. non voglio stare in un sistema che si basa su ciò che guadagna la gente grazie alla morte di altri in Sudamerica, Africa o Asia".
Alla domanda su quale attività vorrà fare in futuro, Poves ancora non si sbilancia: "Non so ciò che sono, so solo che non voglio prostituirmi come fa il 99% della gente - ha spiegato -. Voglio studiare all'università e conoscere veramente il mondo: vedere quello che c'è". L'ormai ex calciatore spagnolo conclude con parole impegnate ed esplosive: "A che mi serve guadagnare 1000 € invece di 800, se sono macchiati di sangue - si chiede - se si ottengono con la sofferenza e la morte di molta gente? La fortuna di questa parte del mondo è la disgrazia del resto. ciò che si dovrebbe fare è andare in ogni banca, bruciarla e tagliare teste".
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