(ASI) Sunnyvale, California - Gigante negli anni Novanta, perseguitato negli anni Duemila. Risucchiata in pochi anni nella spirale degli cyber-attacchi Yahoo non sembra trovare pace. Con un miliardo di account rubati, l’azienda informatica fondata nel 1994 da David Filo e Jerry Yang è da qualche mese in un tunnel di guai che non sembra avere fine.

Il motore di ricerca, le email e le chat sono di nuovo preda prelibata degli hacker. Lo hanno ammesso i vertici della società stessa: «Un attacco diffuso e distinto da quelli precedenti di luglio e settembre». Gli autori di questa nuova serie di colpi portati a segno sembrano giovani stranieri connessi a server cinesi e russi. Oltre gli account e le password personali sono stati sottratti anche gli indirizzi email, le date di nascita e i numeri di telefono dei singoli utenti. Un flusso di informazioni in fuga che si collegano direttamente al furto delle domande di sicurezza, quelle che si usano per identificare gli utenti che accedono ai servizi informatici.

L’ennesimo guaio costerà caro al gruppo californiano di Sunnyvale perfino sul piano economico. L’imbarazzo è tale che anche l’accordo con Verizon risulta compromesso. Il colosso americano delle telecomunicazioni aveva infatti deciso acquistare Yahoo per circa 4,8 miliardi di dollari e ora potrebbe ritrattare l’intera operazione. Appena la notizia del furto di dati è stata diffusa il titolo della società ha perso oltre il 2% nelle sole contrattazioni after hours, quelle successive alla chiusura di Wall Street.

Questa è solo l'ultima grana sul tavolo di Merissa Mayer, la numero uno di un’azienda in crisi che da anni ormai tenta di rilanciarsi. Ora toccherà a lei arginare la perdita di credibilità e la sua conferma come amministratore delegato non è affatto scontata.

Quello che negli anni '90 era considerato il colosso dell'allora neonato mondo digitale, è stato prima surclassato da Google come motore di ricerca e server di posta elettronica, poi da Facebook e Messenger come servizio di chat. Nei mesi scorsi persino Edward Snowden, l’informatico che ha rivelato le intercettazioni per l'Fbi della National Security Agency, ha accusato direttamente Yahoo peggiorando la posizione della società. «Gli account e le email non sono stati solo spiati – aveva detto Snowden ai primi di ottobre – Ma sono stati deliberatamente scansionati e forniti dai vertici di Yahoo».

L’azienda non sarebbe solo vittima, ma anche complice di un furto deliberato di dati personali e sensibili. Se Snowden invitava direttamente a chiudere gli account di Yahoo!, certamente la crisi dell’azienda sarà ora sempre più grave.
Il nuovo scandalo potrebbe così essere il colpo letale della società che può ormai solo ricordare gli anni d’oro. A dispetto di tanti tentativi di rialzarsi, la storia di Yahoo! volge al termine oppure, come sostengono alcuni investitori, è solo questione di un cambio al vertice? Ultimo ma non meno importante problema da risolvere per Merissa Mayer.

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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