L’Iran impicca una donna perché si è difesa da uno stupro
(ASI) Sette anni fa, all’età di 19 anni ha subito un tentativo di stupro ed ha ucciso il suo stupratore. L’assurdo è che il fatto che lo stupratore lavorasse per il ministero dell'intelligence non le ha permesso di invocare la legittima difesa e pertanto la ragazza è stata condannata a morte mediante impiccagione.
Per questo motivo Reyhaneh Jabbari verrà impiccata domani mattina all’alba nella prigione dove è detenuta dopo la condanna del tribunale.
Dopo che si era costituita le è stato negato l'avvocato di rito ed è stata costretta a confessare l'omicidio.
Già nell'aprile scorso i genitori aspettavano che gli venisse riconsegnata la salma della figlia, ma all'ultimo momento la sentenza era stata rinviata, facendo sperare il movimento di opinione che si è formato intorno alla vicenda di Reyhaneh, ma stamattina è arrivata una soffiata dall'interno del carcere dove la ragazza è detenuta.
Il suo nome è sulla lista delle esecuzioni capitali..!
All’ultimo momento apprendiamo che l’esecuzione di Reyhaneh Jabbari è stata rinviata di dieci giorni e si spera che la mobilitazione generale per evitare questo orrore possa avere un risultato positivo…
Alessandro Mezzano. – Agenzia Stampa Italia
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.