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Attualità

Ecco perché un italiano deve tifare Sinner di Salvo Nugnes

Di Redazione ASI 24 Ottobre 2025 – 14:32 3 min di lettura

(ASI) Nei giorni scorsi Bruno Vespa ha pubblicato un tweet in cui citava un certo “Alvarez” a proposito della Coppa Davis. Peccato che il tennista spagnolo si chiami Carlos Alcaraz.  Un lapsus che, più che un errore di battitura, rivela quanto poco il tennis appartenga al suo campo d’interesse.

 

Eppure, proprio per questo, vale la pena spiegare perché gli italiani tifano Jannik Sinner, e perché dovrebbero continuare a farlo con orgoglio.

Un italiano vero, con o senza accento bilingue.

Partiamo dall’ovvio: Sinner è italiano. Non “un po’ italiano” solo perché è nato in Alto Adige e parla più lingue. È italiano come lo sono i nostri campioni che hanno fatto grande lo sport. La sua storia, fatta di disciplina, riservatezza e determinazione, è un esempio di identità nazionale vera, quella che non ha bisogno di gridare per essere riconosciuta.

Il numero uno che ha cambiato la mentalità di un Paese

Il 10 giugno 2024 — data che forse a qualcuno è sfuggita — Sinner è diventato il primo e unico tennista italiano della storia a raggiungere la prima posizione del ranking ATP.
Un traguardo che non ha solo dato lustro all’Italia, ma ha cambiato la percezione stessa del tennis nel nostro Paese. Se oggi tanti bambini chiedono una racchetta invece di un pallone, se i circoli sono pieni e le partite vengono seguite con passione, è grazie a lui.

Risultati da leggenda

A soli 24 anni, Jannik vanta 21 titoli del circuito maggiore, tra cui due Australian Open (2024 e 2025), uno US Open (2024) e Wimbledon 2025. Nessun italiano, prima di lui, aveva mai conquistato tanto nel singolare maschile.

E non dimentichiamo la Coppa Davis, quella stessa coppa che Vespa ha evocato nel suo tweet con tanto patriottismo: l’Italia l’ha vinta due volte consecutive, nel 2023 e nel 2024, proprio grazie a Sinner. È stato lui a trascinare la squadra, a battere i migliori del mondo, a riportare un trofeo che mancava da quasi mezzo secolo.

La scelta che divide ma dimostra maturità

È vero: Jannik ha deciso di non partecipare alla prossima edizione della Davis. Una decisione che può far discutere, ma che merita rispetto. Dopo due stagioni durissime, culminate con un ritiro al Masters 1000 di Shanghai, il campione altoatesino ha scelto di ascoltare il proprio corpo e proteggere la propria carriera.

Il tennis moderno è spietato: il calendario non lascia respiro e chi gioca ai massimi livelli rischia di logorarsi rapidamente. Continuare a dare tutto, senza sosta, significherebbe rischiare di bruciarsi. E un vero campione, oggi, deve saper dire anche “no”.

Italiano fino al midollo

Chi insinua dubbi sulla sua italianità farebbe bene a rileggere le parole di Jannik:

“Io sono italiano e mi sento pienamente italiano.”

Non serve altro. Non servono bandiere agitate per convenienza né moralismi dell’ultima ora. Essere italiani significa rappresentare il Paese con dedizione e risultati. E Sinner, più di chiunque altro, lo sta facendo.

Dopo aver raggiunto il vertice mondiale, oggi Jannik sta imparando a conoscersi meglio, a gestire il proprio fisico e la propria mente, per poter tornare al numero uno e continuare a dare gloria al tricolore, non con le parole, ma con i fatti.

 

 

*"Immagine generata con l'assistenza di Microsoft Copilot, intelligenza artificiale sviluppata da Microsoft."

 

Nota della Redazione

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