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Calcio

Luci e ombre a San Siro. Ora il campionato e il mercato per le ambizioni del Perugia.

(ASI) La serie B sarà altra cosa, li non ci sarà il Milan. Dunque, niente drammi. Però, in prospettiva campionato, alcune analisi andranno fatte, per migliorare tutto il possibile da qui all'inizio. La sconfitta a San Siro è stata netta sul piano del gioco, ma di fronte c'era un Milan che per intensità e potenziale tecnico si candida a tornare protagonista ai massimi vertici.

Di Daniele Orlandi 17 Agosto 2015 – 23:10 2 min di lettura

Il Perugia, votato naturalmente al contenimento, ha avuto la sfortuna di subire lo 0-1 addirittura su contropiede, su palla persa da Fabinho. Il gol ha messo subito in salita l'incontro e il Perugia, chiamato a proporsi, ha cozzato contro il pressing alto dei milanisti, comandato dagli esterni di centrocampo, Bonaventura e Bertolacci. Risultato, i quattro davanti del Perugia (Ardemagni e i trequartisti Fabinho, Lanzafame, Di Carmine, quest'ultimo preferito a Spinazzola) sono rimasti isolati e la squadra si è spezzata in due tronconi. Così, il Milan ha potuto proporsi con assidua continuità (alla fine del primo tempo si registrerà l'80% di possesso palla per i rossoneri) e ha spesso sfondato per vie centrali, oltre che a destra, dove Rossi ha patito non poco, finché, nella ripresa, è stato ricollocato nel ruolo a lui più congeniale in mezzo alla difesa. Il 2-0 è arrivato così, e in altre due i tre occasioni ci ha messo una pezza Rosati, non a caso il migliore in campo dei grifoni.
Nel secondo tempo, Alhassan per Mancini e gli ingressi di Filipe per Di Carmine e di Spinazzola per Fabinho, hanno dato al centrocampo umbro maggior compattezza. Il Milan è stato meglio contenuto, anche perché gli uomini di Mihajlovic hanno un po' tirato i remi in barca. L'espulsione di Lanzafame per un dubbio doppio cartellino giallo, d'altra parte, ha costretto il Grifo a limitare i danni. Ora, archiviata la Tim Cup, il Perugia può pensare solo al campionato e al mercato. Il Perugia di Bisoli sarà una squadra che privilegerà la compattezza e la fase difensiva, e questo è un dato ormai noto. Sarà una squadra che giocherà sull'errore avversario e sulle ripartenze, e in serie B questo atteggiamento può pagare. Però, in fase propositiva, andranno cercate soluzioni tattiche e qualità maggiore. In attesa di Guberti e di altri nomi che il mercato saprà proporre, Bisoli cercherà comunque di far rendere al massimo il materiale che ha. Potrà bastare, perché in serie B il Milan non c'è. Ma sarebbe meglio assicurarsi tutto quel che serve per un viaggio confortevole e ambizioso.
Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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