(ASI) Roma – “Doveva essere un decreto salva-bollette e invece è diventato un decreto salva-carbone, con costi che si ripercuoteranno su cittadini e imprese.
L’approvazione in commissione Attività produttive dell’emendamento della Lega al Dl Bollette, che proroga al 2038 il phase-out dal carbone, è un atto irresponsabile e miope che ci riporta indietro di decenni. Decidere di allungare la vita a centrali obsolete, invece di puntare con decisione su tecnologie pulite e competitive, è una scelta senza alcuna giustificazione tecnica né economica. Il carbone è una fonte costosa, inquinante e già superata dal mercato, i cui costi crescenti legati alle emissioni e alla gestione degli impianti finiranno inevitabilmente in bolletta. Ancora più grave l’impatto sulla sicurezza energetica. In un contesto già segnato dalla dipendenza da gas e petrolio, insistere sul carbone ci renderà ancora più fragili. Significa continuare a dipendere dall’estero per l’importazione di combustibili fossili, aumentando l’esposizione a crisi geopolitiche e la vulnerabilità del sistema produttivo. È una decisione che va contro l’interesse del Paese e che va fermamente contrastata. Si rinuncia a costruire un modello energetico autonomo e resiliente, investendo su innovazione, rinnovabili e accumuli, vere leve per abbassare le bollette e garantire sicurezza, per scegliere una strada che aumenta incertezza e costi. Una scelta sbagliata che pagheremo cara”.Lo affermano in una nota i deputati M5S nelle commissione Attività produttive.



