(ASI) Le sanzioni legate al mancato utilizzo del green pass non devono in alcun modo essere agganciate o agganciabili a percorsi che portano al licenziamento, è questo uno dei concetti espressi dal Ministro del Lavoro Orlando. 

Una piena ammissione del Governo, se non una retromarcia rispetto alle recenti dichiarazioni apparse sui giornali, dove si era voluto far passare il concetto che senza green pass i dipendenti fossero suscettibili a licenziamento. Riportiamo il collegamento* dell'intervento, nonché il contenuto integrale delle dichiarazioni del Ministro del Lavoro: 'Noi stiamo utilizzando lo strumento più efficace ma anche che da questo punto di vista lascia ancora un margine di valutazione e discrezionalità che deve decidere naturalmente con una chiara scelta di campo, noi vogliamo che le persone si vaccinino, l'hanno detto, ma ci fermiamo prima dell'obbligo vaccinale, sapendo che l'obbligo vaccinale comporterebbe un ulteriore polarizzazione delle posizioni in campo, è del tutto evidente che quello davvero rappresenta un muro, un solo tra chi decide si e chi no, certo questo discrimina, nel senso dell'etimo, nel senso che da un trattamento di un certo tipo a chi decide di vaccinarsi e un altro a chi decide di non vaccinarsi, lasciando la facoltà della possibilità di utilizzare il tampone, questo principio si riflette pienamente nella normativa che riguarda i luoghi di lavoro e su questo la specificazioni che riguarda le sanzioni. Noi abbiamo voluto costruire una normativa che sostanzialmente che dice 'per andare a lavorare è necessario il green pass' e poi abbiamo detto anche 'chi deve fare il tampone per andare a lavorare ha diritto ad un trattamento diverso per chi deve il tampone per il green pass per andare al cinema' accede ad un prezzo calmierato e abbiamo detto le sanzioni per chi non riconosce questo strumento, quindi quello del green pass sono sanzioni che comportano la sospensione ma non devono avere nessun nesso con le attuali procedure che in qualche modo attengono alle sanzioni disciplinari, perché questa è l'esplicitazione di un principio, le sanzioni legate al mancato utilizzo del green pass non devono in alcun modo essere agganciate o agganciabili a percorsi che portano al licenziamento, la sanzione è in sé la sospensione che non deve pregiudicare il posto di lavoro, quando sarà finita la emergenza si azzererà questo tipo di meccanismo, speriamo al più presto possibile, ma ne frattempo noi garantiamo che gli strumenti che sono previsti non implicano la possibilità di un licenziamento dell'utilizzo surrettizio di questo strumento per pensare a firme di riorganizzazione e ristrutturazione delle imprese, per quello ci sono altri strumenti, c'è una normativa non serve utilizzare, non sarebbe giusto utilizzare questa normativa che ha una finalità ed una vocazione che è quella che ha dettoli Ministro Speranza'.Appare pertanto evidente che la pressione mediatica ha il solo scopo di terrorizzare le persone facendogli credere che perderanno il posto di lavoro ed indurle così alla vaccinazione.La parola d'ordine è pertanto "resistere". Lo dichiara in esclusiva con una nota ad Agenzia Stampa Italia (ASI) il Coordinatore Nazionale del Movimento Italia nel Cuore (MIC) Mauro Tiboni. 

Green pass: ammissione del Governo, confermato che non si può licenziare

https://www.youtube.com/watch?v=kh1VEGxSD3Y

 

 

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