(ASI) “Strona: donna muore sei giorni dopo prima dose, quarto caso nel Biellese; Brescia: carrozziere 54enne muore di trombosi dopo Astreazeneca; Alessandria: Dentista morto d’infarto; Latina: Medico trovato senza vita in casa; MendicinoUna ragazza cosentina di 24 anni muore dopo il vaccino; Sestri Levante: Una ragazza cosentina di 24 anni muore dopo il vaccino”.

 Sono solo alcuni dei tanti decessi che si verificano post vaccinazione e che vengono sistematicamente bollati con la consueta “parabola” della “nessuna correlazione”. Ciò che ipotizzavano illustri scienziati e virologi si sta verificando, e come riportava un articolo Ansa datato 11 maggio 2021, ‘gli effetti negativi del Covid sulla circolazione, come ictus e trombosi, non sono dovuti solo all'infiammazione indotta dall'infezione, ma sono una diretta conseguenza dell'azione della proteina spike. Questa la conclusione di uno studio, pubblicato sulla rivista Circulation Research, che suggerisce come Covid-19 non sia solo una malattia respiratoria ma anche, e forse soprattutto, una malattia vascolare.’ Tutto questo trova pieno riscontro con il consenso informato, il quale ci dice che 'la frequenza di reazioni allergiche gravi non può essere definita sulla base dei dati disponibili, in quanto la sperimentazione non è ancora conclusa. 

Di fatto la sperimentazione è giunta attualmente solo alla 'FASE 3' (tuttora in corso) cioè non ha ancora concluso l’iter per l’approvazione definitiva. Non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza, comprese conseguenze sul feto in caso di gravidanza futura, o ripercussioni sulla fertilità’. Il documento che scarica le responsabilità dei medici e delle case farmaceutiche parla chiaro: ‘l’accettazione della somministrazione del nuovo trattamento deve avvenire quindi con la consapevolezza e la volontarietà del vaccinando di essere arruolato ad una fase ancora sperimentale. Firmando e accettando il presente consenso, il vaccinato si assume quindi la responsabilità diretta e personale di eventuali conseguenze nella media e lunga distanza temporale.’

Se da una parte lo scudo penale scagiona i fautori di questa sperimentazione sul piano penale e risarcitorio, dall’altra non li solleva di certo su quello morale.  Ma il corso della storia ci insegna che tutti i tiranni prima o poi saranno giudicati per il loro operato. Lo dichiara con una nota in esclusiva ad ASI il Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione Politica Italia nel Cuore (MIC), Mauro Tiboni. 

 

 

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