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(ASI) Argomento all’ordine del giorno quello del nucleare, sia per la tragedia Giapponese che per il referendum che dovrebbe tenersi a giugno prossimo e che il governo tenta in ogni modo di annullare.  Strano che in questo clima non si senta parlare da nessuno dei media della fusione fredda. Nata circa trent’anni fa, fu annunciata come riuscita da Martin Fleischmann e Stanley Pons il 23 Marzo 1989 lasciando però molti dubbi sull’attendibilità scientifica soprattutto per la scarsa ripetitività dell’esperimento.

Il 25 gennaio 2011, due ricercatori dell’università di Bologna Sergio Focardi ed Andrea Rossi hanno presentato un reattore di fusione nucleare a freddo che da atomi di idrogeno e di nichel produce rame rilasciando energia 100 volte superiore a quella immessa per innescare il fenomeno.

In questo caso l’esperimento è ripetibile e quindi dimostra l’autenticità del processo fisico anche se non sono ancora chiari i meccanismi per cui tale reazione avviene il che non ci pare così importante dato che il fenomeno avviene e che è ripetibile.

L’università Svedese di Upsala si è mostrata interessatissima ed ha proposto di proseguire la sperimentazione e gli studi in proposito.

Alla luce di questi avvenimenti risulta veramente strano che la stampa e le TV, a tre mesi dall’avvenimento, non ne facciano la notizia principale delle loro comunicazioni e forse non siamo poi così paranoici se dubitiamo che dietro a tanta, ingiustificatissima, indifferenza ci possano essere una serie di interessi legati vuoi alla lobby del petrolio che a quella delle centrali nucleari.

Se così non è, allora si tratta di una mancanza di professionalità giornalistica che non trova giustificazione alcuna!

Perché la fusione fredda, se fosse riproducibile su vasta scala, e noi non vediamo perché non lo possa essere, risolverebbe uno dei più grossi problemi dell’era moderna e scaccerebbe per sempre dal panorama del nostro futuro l’incubo peggiore che pone in essere la prospettiva della stessa estinzione del genere umano.
Comunque sia ci sembra il caso di parlarne e di farlo a fondo per non perdere un’importante occasione per tutto il genere umano.

Purtroppo, nella logica del capitalismo mondialista in cui purtroppo viviamo, la priorità, seppure pazza ed incosciente, è data all’utile immediato ed agli interessi economici in gioco rispetto alla vita stessa dell’umanità.

Logica cretina ed autolesionista se mette in pericolo la vita, ma in qualche modo coerente con il principio per il quale il denaro non è più un “mezzo”, ma un “fine”.

 

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