(ASI) Perugia -  Giunta al termine la due giorni di convegni “L’Europa e l’Italia che vogliamo” organizzata da Forza Italia e Ppe a Perugia.

Nella giornata di oggi, oltre all’On. Antonio Tajani e a Giovanni Toti, che già erano intervenuti nella giornata di ieri, anche l’On. Renato Brunetta che ha parlato anche a margine del convegno delle recenti tensioni nazionali legate alla riforma dell’articolo 18. “Si a riforma dello statuto dei lavoratori ma no a licenziamenti discriminatori” – ha dichiarato Brunetta che ha poi precisato che –“le norme che impediscono il licenziamenti arbitrari e discriminatori già esitono e vanno applicate, mentre cose come il reintegro, andranno sostituite con i risarcimenti economici in funzione del grado di competenza ed anzianità”. I lavori del convegno sono stati aperti anche oggi dall’On. Tajani, cui hanno fatto seguito gli interventi dei “padroni di casa” Raffaele Nevi (Capogruppo regionale Forza Italia Umbria), Catia Polidori, coordinatrice Forza Italia Umbria, e Andrea Romizi, sindaco di Perugia.

Tutti e quattro gli interventi sono stati all’insegna di un grande ottimismo sulla scia della recente vittoria a Perugia e dei piani per il futuro.”Noi siamo convinti che per creare occupazione bisogna aiutare le imprese e l’industria”- ha dichiarato Tajani  che poi con riferimento alle recenti vicende delle acciaierie di Terni e alle statistiche sul pil regionale ha proseguito – “noi siamo sempre stati dalla parte degli imprenditori e ora siamo quanto mai vicini al tessuto imprenditoriale umbro. Non dici acciaio se non dici Terni !”.

Sulla stessa linea anche gli interventi di Polidori e Nevi che si sono soffermati sulle difficoltà incontrate dagli imprenditori umbri nella vita di tutti i giorni a causa di un apparato regionale giudicato inutilmente pesante e fine a se stesso.  Anche il sindaco Romizi si è espresso per un maggior sostegno alle imprese, ricordando che parte del merito della sua vittoria elettorale nella rossa Perugia, va alle imprese che hanno creduto nel cambiamento. “Per cambiare non abbiamo impostato una campagna su semplici critiche”- ha specificato Romizi – “ma su proposte e contenuti non ideologizzati che fossero una risposta alle reali esigenze della gente”.

Poi è giunta la volta di Brunetta che nel suo intervento ha parlato di Forza Italia come di un partito che ha dimostrato di stare sempre nel giusto, pur facendo atto di umiltà rifiutando di considerarsi come portatore di una “verità in tasca”. “Lo dimostrano i fatti” – ha commentato Brunetta – “avevamo ragione sulle modalità di gestione dei flussi migratori, in politica estera come in politica interna ed europea, così come anche dimostrato dalla recente volontà riformatrice della sinistra sull’articolo 18”. Ha poi proseguito analizzando il rapporto dell’Italia con un Europa definita “matrigna e protestante”, dove le regole valgono solo per i paesi del sud e dell’est mentre per i grandi paesi del nord vengono sistematicamente aggirate. A causa di questo stato di cose, secondo Brunetta oggi stiamo assistendo a un impoverimento intenzionale del sud Europa per permettere alla finanza del nord di fare acquisti di aziende a prezzi di “saldo”. Sulla stessa linea di pensiero anche Lisa Ferrarini,vicepresidente di Confindustria –“le nazioni del nord Europa si oppongono al “made in” a causa della loro consapevolezza di non essere nazioni manifatturiere ma solo potenze industriali asettiche, pur sapendo che nell’export le nazioni dell’U.E. sono obbligate a usare il marchio d’origine”.

Ha poi ripreso la parola Brunetta che ha parlato del complotto internazionale che portò alla caduta del governo Berlusconi, ultimo democraticamente eletto dagli italiani con ampio consenso, che fu aiutato in patria dalla sinistra e dal Pd secondo una visione del “tanto meglio, tanto peggio”. Brunetta ha risposto poi a chi accusa Forza Italia di essere un partito dell’inciucio e delle elitè -“Noi eravamo il partito dei colletti blu, oltre che degli imprenditori. Eravamo e saremo un partito trasversale alle classi sociali perché noi siamo moderati e riformisti. Torneremo presto a parlare con l’Italia migliore per l’Italia migliore”.

Toti ha poi proseguito il dibattito il dibattito lanciando un appello rivolto a tutti gli italiani –“Basta storcere il naso alla politica. Se le cose non vanno bene non si può e non ci si deve girare dall’altra parte. Che gli italiani tornino, a prescindere da uale partito sosterranno ad occuparsi di politica per dare il loro contributo”. Ha poi analizzato la situazione delle pensioni definite da “fame” e delle strategie del governo Renzi in questo campo, dove ci si sarebbe concentrati solo su mere questioni di facciata come gli 80 euro e le pensioni d’oro, per distrarre l’attenzione dal fatto che le pensioni minime in Italia non consentono una vita dignitosa a chi ha lavorato per tutta la vita.

A conclusione dei lavori, la telefonata del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che nel suo lungo intervento ha parlato delle prospettive attuali del partito, di strategie del passato e del futuro in politica europea ed internazionale, di come il partito intenda crescere e tornare allo spirito di vent’anni prima ed infine di come tutto questo porterà benefici non solo all’Italia, ma a tutta l’Europa.

 

Cenusa Alexandru Rares – Agenzia

 

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