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Politica Estera

In Ecuador si scatena la guerriglia

Di Fabrizio Di Ernesto 10 Gennaio 2024 – 10:04 2 min di lettura

(ASI) Dopo la decisione del presidente Daniel Noboa di dichiarare lo stato di emergenza in Ecuador ora il paese indiolatino rischia di precipitare nel caos e di scivolare verso la guerra civile.

 

Nel pomeriggio di ieri, martedì 9 gennaio, un gruppo di uomini armati e incappucciati ha fatto irruzione in uno studio della televisione pubblica a Guayaquil, epicentro da mesi delle violenze.

Il primo mandatario ha immediatamente dichiarato “il conflitto armato interno” rilanciando la guerra ai narcos ed ordinando l’immediata evacuazione del Parlamento e di tutti gli uffici pubblici della capitale Quito.

Nelle immagini riprese in diretta dell’irruzione si vedono persone incappucciate vestite con delle tute sportive con in mano granate e fucili mitragliatori che hanno preso in ostaggio diversi giornalisti e tecnici, minacciandoli di morte.

Dopo circa mezz'ora di panico sono arrivate le forze speciali della Polizia. Da quanto si apprende gli agenti sono riusciti a liberare gli ostaggi e arrestare parte del gruppo degli aggressori.

Noboa ha identificato come “terroristiche” e “attori non statali” alcune delle più potenti organizzazioni criminali di narcotraffico attive sul territorio.

Nel paese la situazione sta degenerando con i militari nelle strade chiamati a fronteggiare il moltiplicarsi dei saccheggi dei centri commerciali. Alcuni hanno filmato uomini armati mentre sparano a vetture della polizia e diverse macchine bruciate per strada.

Il bilancio ufficiale parla di 10 morti e tre feriti, e l’arresto di circa 70 presunti terroristi. In una riunione d'emergenza convocata dal sindaco della città di Guayaquil, Aquiles Álvarez, è stato riferito che nella città ci sono stati otto morti e tre feriti (due civili e un agente di polizia), inoltre una dichiarazione rilasciata successivamente dalla polizia ha confermato l'esecuzione di due agenti.

La città di Guayaquil, nel centro-sud della regione costiera dell'Ecuador, è diventata l'epicentro della crescente violenza nel paese dopo la fuga dal carcere di José Adolfo Macías, alias Fito, leader della banda dei Choneros.

In un decreto firmato dal presidente, salito al potere il 23 novembre, ha ordinato alle forze armate di attuare operazioni militari secondo il diritto internazionale umanitario, al fine di neutralizzare i gruppi violenti. Il testo identifica più di 20 gruppi criminali organizzati transnazionali e li classifica come organizzazioni terroristiche e attori non statali belligeranti.

Il documento precisa che le operazioni saranno condotte dall'autorità di difesa nazionale e che il loro andamento dovrà essere riferito al capo dell'esecutivo.

 

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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