Buco Sanitá, Partito Liberaldemocratico Umbria: “Tagliare sprechi e razionalizzare prima di alzare le tasse”

(ASI) "Il Partito Liberaldemocratico dell’Umbria esprime sconcerto per il triste teatrino  che maggioranza e opposizione in Consiglio Regionale stanno mettendo in scena dopo la decisione della  neo-insediata Giunta Regionale di centrosinistra, come primo atto della sua consiliatura, di aumentare le imposte dirette.

Una  misura che la Giunta ha definito risposta 'emergenziale' al certificato buco nel bilancio della sanità per evitare un possibile commissariamento.

Come Partito Liberaldemocratico Umbria non partecipiamo a questa gara di cori da stadio giocata dalle due curve ultrà a colpi di slogan sbagliati: piuttosto preferiamo concentrarci sui fatti, i veri grandi assenti di questa vicenda.

Aspettiamo di conoscere dettagliatamente le 62 pagine del report commissionato a Kpmg- sempre  chevenga reso noto nella sua interezza– ma già dalla sintesi allegata al comunicato diffuso dalla Giunta, appare evidente che nessuna delle due parti in campo possa sottrarsi dalle responsabilità di un buco di bilancio che  esiste e continua ad allargarsi. La discesa inizia infatti sotto la Giunta Marini, la quale eredita una sanità già in difficoltà ma ancora in positivo. Alla fine della consiliatura Marini, i  conti erano già in rosso. All’insediamento della Tesei, il buco diventa una voragine, con l’amministrazione di centrodestra che invece di metterci una pezza ha continuato a scavare.

Questo dicono i “freddi numeri”, il resto sono considerazioni da campagna elettorale permanente, che hanno lo stesso valore di un programma della sanità strappato a favore di telecamere o dell’occupazione – sempre a favore di telecamere – della sala del consiglio regionale.

Di fronte quindi ad un buco certificato, qual è quindi la soluzione proposta dalla Giunta? Aumentare le aliquote Irpef.

Noi che siamo innanzitutto liberali esprimiamo una contrarietà assoluta ad una simile scelta,la quale oltretutto viene  a sommarsi  all’aumento nazionale della pressione fiscale che nel 2024 è cresciuta al 42,6 percento (+1,2 percento rispetto all’anno precedente), qualificando il Governo Meloni come il governo delle tasse. La Giunta Proietti rischia di passare a sua volta alla storia come il primo governo regionale di centrosinistrache le tasse invece di ridurle le aumenta. Non proprio un bel modo per festeggiare la “riconquista” della Regione.

Aumentare le aliquote rischia di allargare ancora di più la già altissima fascia di popolazione (9 percento, secondo i dati Gimbe) che in Umbria rinuncia alle cure perché deve scegliere se mangiare o andare dal medico.

Tassare è la maniera più semplice ed infelice per coprire le falle  nell’amministrazione pubblica. Ma davvero è l’unica soluzione? Perché non pensare invece ad un progetto di razionalizzazione ed efficientamento degli enti esistenti e delle risorse in campo? Tagliare gli sprechi, accorpare tutto quello che è possibile, per esempio strutture che svolgono funzioni simili, eliminare i posti per le prebende, effettuare una seria spending review amministrativa.

Una sanità più snella ed efficiente, libera da zavorre, costerà meno al cittadino e tornerà ad essere finalmente attrattiva, con la mobilità passiva che si tradurrà in turismo sanitario in entrata.

Inoltre, è necessario concentrarsi sui servizi di prevenzione, sull’appropriatezza delle prescrizioni di farmaci, terapie e analisi, sul potenziamento delle cure a domicilio, sull’implementazione della telemedicina, sulle Case di Comunità per sgravare ospedale e Pronto soccorso e dunque snellire le liste di attesa.

Soltanto dopo, se anche il processo di razionalizzazione non dovesse risultare sufficiente a riportare quanto più vicino all’equilibrio i conti sanitari, allora si potrà pensare, come ultima ed estrema soluzione, ad un innalzamento delle aliquote.

Per conciliare questa misura con le necessarie politiche di reale rilancio e sviluppo economico del Paese, secondo il Partito Liberaldemocratico occorre però tener conto, nella composizione degli scaglioni non solo delle fasce di reddito più in difficoltà ma anche di coloro che rappresentano il futuro dell’Umbria.

In una regione che invecchia e si spopola, dove gli stipendi sono già i più bassi d’Italia, i giovani scappano perché non trovano prospettive e quei pochi che restano fanno fatica a mettere su famiglia, è necessario a nostro avviso tutelare ed agevolare chi è nella fase di consolidamento della propria posizione familiare, lavorativa e finanziaria. Soltanto così l’Umbria potrà davvero evitare il lento ed inesorabile declino a cui sembra destinata."Così in un a nota il Partito Liberaldemocratico Umbria.

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