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 (ASI) L'Union Act, che sancisce l'unione della Scozia al Regno Unito, potrebbe infrangersi nel referendum scozzese sull'indipendenza dopo tre secoli di storia. Tuttavia, stando ai sondaggi, attualmente i fautori dell'indipendentismo non raggiungono in Scozia il numero sufficiente per l'eventuale approvazione.

 

 

Questo il motivo per cui il premier scozzere Salmond preferirebbe attendere il 2014 prima di indire il referendum, possibilmente fissando la data già nell'estate 2013, visto che i favorevoli all'approvazione sono in lieve ma costante crescita. La prospettiva di una separazione della Scozia dal Regno Unito preoccupa, e non poco, l'Inghilterra. Per la prima volta in 304 anni di storia da Londra sono giunte aperture in questo senso. Il ministro inglese del Tesoro, George Osborne, è diventato uno dei principali sostenitori del referendum, come riferisce il quotidiano Guardian. La sua posizione è da interpretare come una preoccupazione per i possibili contraccolpi negativi sull'economia britannica dovuti al protrarsi della situazione di incertezza circa questo referendum. Lo stesso premier inglese Cameron sposa questa linea d'apertura, entrambi vorrebbero che il voto arrivasse presto giacchè attualmente sembra che solo il 28% degli scozzesi voterebbe a favore dell'indipendenza. L'attesa, temono da Londra, gioverebbe a Salmond e ai fautori scozzesi dell'indipendenza dal Regno Unito.
 

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