(ASI) - Il presidente della Repubblica turca, Recep Tayyip Erdogan, è riuscito nel suo intento di velocizzare il più possibile l’approvazione dell’invio di truppe in Libia.

Infatti il parlamento turco ha approvato il dispiegamento di soldati nel Paese per un anno, anche se non c'è ancora una data precisa. La votazione è avvenuta conseguentemente all’accordo firmato da Erdogan e dal capo del Governo di conciliazione nazionale, Fayez al-Sarraj, lo scorso 27 novembre.

Dal canto suo, il generale libico Haftar, ha annunciato l’abbattimento di un drone turco, assicurando di essere pronti a battersi contro le forze di Ankara. Intanto il presidente Erdogan ha parlato a lungo con il presidente Donald Trump delle interferenze straniere che possano complicare la situazione in Libia. Secondo la Casa Bianca, i due leader avrebbero concordato sulla necessità di una de-escalation della situazione a Idlib, in Siria, per proteggere la popolazione civile.

A esprimere forti critiche sul voto del parlamento turco è stata la gran parte della comunità internazionale, Unione europea compresa. L’Egitto ad esempio ha chiesto di fermare questo invio di truppe che porrebbe a grave rischio tutta la regione mediterranea. Anche la Lega Araba ha condannato le decisioni di Ankara, dicendo che l’unica via possibile è quella del dialogo. Bruxelles ha detto che una soluzione militare per la Libia non esiste e ha ribadito il suo appello a cessare tutte le azioni militari e riprendere il dialogo.

 

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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