(ASI) - I mercati finanziari europei sono ancora negativi per i timori dell'inasprirsi della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. La reazione del governo di Pechino all'annuncio che la Casa Bianca farà partire dal primo settembre dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di merci cinesi non si è fatta attendere: è stata decisa la svalutazione dello Yuan e alcune limitazioni all'importazione di merci agricole da Washington.

Tra gli investitori prevale il pessimismo per il deteriorarsi dei rapporti tra le due superpotenze, dopo che il tavolo di Shangai della scorsa settimana si è concluso con l'annuncio del presidente americano, Donald Trump, giovedì sera. I negoziati dovrebbero tenersi nei primi giorni di settembre. La Cina ha quindi mandato un segnale ben preciso a Washington; svalutando la propria moneta, ha reso più difficili le esportazioni statunitensi verso il Paese del Dragone. Se a questo si aggiunge lo stop agli acquisti di prodotti agricoli americani da parte di Pechino ben si capisce il perché del nervosismo di Trump. La svalutazione dello yuan, però, rischia di fare male alle stesse imprese cinesi. La svalutazione di una moneta, se non viene controllata, può portare alla fuga di capitali da quel Paese. Così è anche per la Cina. Il colosso asiatico, poi, è anche alle prese con la rivolta in Hong Kong.

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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