Porti aperti? Conviene a Merkel e a Macron esasperare una situazione già esplosiva in Italia?

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Scritto da Redazione ASI
Categoria: Politica Estera
Pubblicato: 20 Luglio 2019
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(ASI) Nuove polemiche in corso in Europa. Ciò che  ha dato fuoco alle polveri questa volta sono state le richieste formulate da Germania e Francia nel vertice di Helsinki (18/19 luglio), dedicato al fenomeno dell'immigrazio

Rimangono lontanissime le posizioni di Italia e Malta da quelle di Germania e Francia. L'italiano Matteo Salvini ed il maltese Michael Farrugia respingono il progetto franco-tedesco del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati. Il motivo è  oggettivo e condivisibile: Malta e Italia temono che tutto il peso economico e l'impatto sociale degli arrivi incontrollati  gravi sulle spalle dei due Paesi. Di fatto, dai controlli emerge che solo una esigua minoranza fugge dalla guerra e dalle persecuzioni e, come tale, avrebbe diritto all'occoglienza. Inoltre si è già sperimentata la doppia difficoltà di espellere i clandestini e/o ridistribuirli in Europa, perchè nessuno li vuole. Allora risulta improponibile l'idea di trasformare l'Italia e Malta negli unici centri permanenti di raccolta di migranti. Senza contare  l'impliciito invito  a trasferirsi indiscriminatamente nei due Stati.  E tutto ciò con una Francia ed una Germania  che non solo chiudono le frontiere, ma pretendono dall'Italia  il ricollocamento di quel  gran numero di migranti  non ritenuti in regola e quindi da "smaltire" . L'errore di fondo di Germnania e Francia è di non tenere conto della volontà della maggioranza degli italiani, da sempre  contraria a questo genere di trasferimenti illegali. Quindi, insistere con proposte difficilmente accettabili, come quella dei porti aperti, in Italia significherebbe alimentare fino all'esasperazione lo scontro frontale  interno, anche se, per la verità,  sono sempre più in minoranza i sostenitori della linea di Germania e Francia. E poi, attenzione: la situazione attuale di Italia e Malta potrebbe trasferirsi in Francia e Germania, con possibili conseguenze anche gravi sulla governabilità.

 
 
 
 
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