×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113

(ASI) Lettere in Redazione - Così, di fatto,sono stato inquadrato dai siti legati alla comunità ebraica per l'intervento su "la Quenelle e la kippà",pubblicato in rete da svariate testate e blog indipendenti (che non significa condividessero il contenuto).

 

Ad iniziare dal sito Moked.it (portale dell'ebraismo italiano),passando su Shalom7 (Facebook) e finendo su Osservatorio antisemitismo (fondazione centro documentazione ebraica) , è stato postata la lettera pubblicata su una testata online piú o meno commentata come scritta da un "antisemita".

Per di più secondo vecchi stereotipi (la qual cosa mi ha quasi offeso). In verità, ritengo che, piú che la mia persona, si vogliano intimidire gli organi di informazione che osino ospitare interventi sgraditi alla comunità ebraica di cui sopra. Se è vero che la firma è mia, postare tra gli adepti la pagina della testata ospitante può "allargare" a quest'ultima il sospetto di antisemitismo.

Vecchio gioco e stravecchio trucco. Per quanto mi riguarda direttamente ritengo non ci siano al mondo, attualmente, antisemiti più pericolosi e rigidi degli israeliani e di quanti li sostengono. Basta vedere come trattano i "semiti" palestinesi  per rendersene conto. Pertanto non mi toccano accuse che provengano da un simile ambiente, le rispedisco al mittente.

Vincenzo Mannello

Commento Direttore ASI. Noi siamo per  la libertà di espressione e per fare informazione a 360 gradi. Per cui, continueremo a ricevere e dare spazio alla gente che ce lo chiede, senza censure!

Nota. Nessuno può giuridicamente contrastare quanto sancito dall'articolo 21 della costituzione: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

Per cui è reato impedire, intimidire, vietare agli organi di stampa di esercitare il  diritto di cronaca. Lo è persino quando dal diritto di cronaca ne derivi una lesione dell’altrui reputazione, costituendo così causa di giustificazione della condotta a condizione che vengano rispettati i limiti della verità, della continenza e della pertinenza della notizia. Orbene, è fondamentale che la notizia pubblicata sia vera e che sussista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti. Il diritto di cronaca, infatti, giustifica intromissioni nella sfera privata laddove la notizia riportata possa contribuire alla formazione di una pubblica opinione su fatti oggettivamente rilevanti.

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Continua a leggere