(ASI) Perugia - La seconda giornata di Umbria Jazz 2026 ha vissuto di un'atmosfera intima e nostalgica grazie al concerto del gruppo musicale Perigeo. Certamente si è trattato di un evento forse meno gettonato rispetto a quello della sera prima, che ha visto un travolgente Sting inaugurare il festival.
Eppure, trattandosi di un sabato, il pubblico delle grandi occasioni , specialmente i non giovanissimi , era prontissimo ad ascoltarli.
Uno dei fondatori, Giovanni Tommaso, dice che sarà veramente “the last concert”, ma non vogliamo credergli. In apertura risuonano le note celeberrime de “La Valle dei Templi” (album del 1975 che, con Azimut, coniugò jazz, rock e sonorità sudamericane alla Santana), pionieri di una fusion influenzata da Miles Davis e dai Weather Report. In Italia furono gli antesignani, 50 anni fa, di sonorità evocative.
Bellissima la performance, per la prima volta live, di “Torre del Lago”, che Tommaso ha dedicato a Puccini: un pezzo di splendida musica sinfonica moderna, romantica e coinvolgente grazie al suo contrabbasso. “In vino veritas” ci ha poi riportato alle atmosfere anni '70, piene di forza e di un suono più “acidic”.
Nell’album originale le percussioni erano di Tony Esposito, oggi sostituito da Giovanni Imparato. Grande energia anche da Claudio Filippini alle tastiere e Alessandro Paternesi alla batteria. I boomer affezionati a quegli anni meravigliosi li aspettano già al prossimo live.
Francesca Castellani - Agenzia Stampa Italia


