(ASI) La vittoria e i tre punti contro l'Ascoli. L'obiettivo era questo, per dare continuità alla rincorsa del Grifo. Missione compiuta, vetta avvicinata. Davvero, stavolta, sofisticare sulle cose che sono andate meno bene potrebbe risultare fuori luogo. D'altronde, Camplone sa benissimo su quali punti dovranno insistere le prossime lezioni. Qualcuno ne ha enucleato lo stesso mister nel dopo gara, come ad esempio la incapacità di gestire il risultato quando si è in vantaggio. Un altro ci permettiamo di indicarlo noi: sui calci piazzati il Grifo continua a non segnare mentre subisce puntualmente reti (entrambe quelle odierne, anche se con la scusante dell'uscita precedente di Massoni per infortunio: cinque punti di sutura all'arcata sopraccigliare per il centrale difensivo, ma a Viareggio potrebbe comunque esserci). Ma, aldilà di queste problematiche, che chiamano in causa questioni più mentali che tecnico-tattiche (anche se forse sui calci fermi si potrebbe meglio difendere a uomo che non a zona) per il resto il Perugia ha dato seguito alla striscia positiva dei risultati. Sul piano del gioco, la manovra è stata meno scorrevole delle ultime prestazioni, ma i segnali sono stati comunque buoni dal punto di vista della capacità di creare in avanti. Sotto questo profilo, oggi, su tutti, si sono distinti Nicco e Fabinho. Il primo, è tornato sui livelli dell'anno scorso e ha propiziato i primi due gol con altrettante percussioni che hanno fatto saltare i dispositivi difensivi ascolani. Fabinho è stato devastante negli ultimi 25 metri: gol e assist, spazi creati, difesa avversaria in apprensione (l'espulsione di Carpani si deve a lui) insomma roba d'alta scuola, tanto da chiedersi che ci azzecchi il brasiliano con questa categoria: e meno male che uno così c'è l'ha il Perugia!

Qualche apprensione di troppo in difesa i grifoni non l'hanno risparmiata neppure oggi, e non solo sui calci piazzati, sopratutto quando l'Ascoli ha attaccato con quattro uomini e sulla destra, o quando Koprivec, oggi in versione thriller, si è avventurato in rinvii con i piedi mozzafiato. Però, ci è sembrato che dietro, come livello di attenzione e tenuta di assetto difensivo, il Perugia abbia confermato i progressi delle ultime partite, almeno fino all'uscita forzata di Massoni.

Alla fine, la vittoria permetterà di lavorare con più serenità anche su queste sbavature in vista delle prossime due trasferte toscane a Viareggio (dove Lucarelli aspetta al varco i suoi ex) e a Pontedera, città della Piaggio dove le gomme sembrano un po' sgonfie dopo l'inizio sprint. In mezzo c'è la trasferta di Lecce in Coppa Italia. Un impegno che Camplone e la società non sembrano voler sottovalutare, visto che partiranno per lo stivale tutti i titolari, per poi vedere chi scenderà in campo. Una trasferta lunga per onorare l'impegno: non sarebbe forse meglio risparmiarla almeno agli uomini più importanti?

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia