(ASI) Ungheria - Come raccontare questa Sprint a chi oggi non l'ha vista? Con le parole di Gigi Dall’Igna, che in fondo rispecchiano le considerazioni di molti appassionati. E c'è un pensiero che torna spesso, anche tra chi non è mai stato un grande fan di Marc Márquez: "È veramente un grande".
Un grande campione, stratega e pilota. Nei tredici giri della Sprint al Balaton Park Circuit, Marc parte dalla pole e lì resta fino alla bandiera a scacchi. Una gara gestita con autorità e intelligenza, senza concedere nulla agli avversari: il modo migliore per trasformare la pole in vittoria, unendo tecnica, esperienza e lucidità.
Marc a fine gara dichiara il suo segreto: "In tre giorni non cambiano le condizioni fisiche, è cambiata la pista: gira a sinistra e mi sento più comodo. Ci sono due punti in cui soffro con il braccio destro, mentre al Mugello ce ne sono di più. La strategia è stata giusta: partire bene, spingere 3-4 giri all'inizio e poi gestire fisico e gomme. Venerdì sono stato 'Eco mode', oggi 'Supersport mode', domani 'Sport mode': vorrei finire sul podio".
Ottima la prestazione di Pedro Acosta che, nonostante una partenza con impennata, nel primo giro, prova a raggiungere il numero 93, ma deve “accontentarsi” di consolidare il secondo posto dal quale era scattato in griglia, perché Marc e la sua spalla recentemente operata oggi non forzano gli ingressi, vanno cauti, ma fluidi e non ne hanno per nessuno come afferma lo stesso pilota KTM: "Il ritmo di Marquez all’inizio nei primi giri è stato impressionante. Noi dobbiamo essere soddisfatti perché abbiamo lavorato tantissimo e siamo saliti sul podio. Dobbiamo cercare di migliorare ancora per domani”.
Meritato terzo posto per Marco Bezzecchi, che gestisce un contatto con Aldeguer in curva 11 e mantiene il controllo della situazione, quanto necessario per salire sul terzo gradino del podio. "Ho sentito un contatto - dichiara ai microfoni di Sky il Bez - e dopo quel giro credo che lui (Aldeguer - ndr) abbia perso qualcosa. Il problema è che mi si è un po' danneggiato il dietro della moto, la sentivo strana in staccata. Per fortuna, con un po' di calma e qualche rischio, sono riuscito comunque a fare una gara decente".
Alle spalle del Bez chiude quarto Raúl Fernández, favorito da alcune imperfezioni di Fermín Aldeguer, che prima sale sul cordolo rischiando di cadere e poi, al penultimo giro, va lungo, chiudendo quinto, sebbene fino a tre giri dalla fine non avesse dato tregua a Fernández.
Che dire di Jorge Martín? Partito ottavo, riesce a chiudere sesto, completando l’ottimo risultato delle due Aprilia nelle prime sei posizioni.
I RISULTATI DELLA SPRINT
Ai Ogura chiude undicesimo, alle spalle di Diogo Moreira (settimo), Enea Bastianini (ottavo), Francesco Bagnaia (nono) e Fabio Di Giannantonio, che chiude i primi dieci, ma non è contento della sua gara. A Sky esprime il suo rammarico: "Non sono contento di come è andata, purtroppo non abbiamo centrato un bel risultato". Poi sulle differenze con l'altra Ducati, quella del vincitore Marquez: "Marc fa paura e questa pista esalta il suo modo di guidare, perché ha tanta fiducia con il davanti. Io quando arrivo in angolo, se non mi sento a posto, tendo a lasciare il freno: questo nelle piste veloci mi dà un vantaggio, qui faccio più fatica. Lui sta guidando in modo pazzesco, noi non siamo così male però avremmo potuto fare meglio nella scelta del setup".
Dodicesima piazza per Luca Marini (Honda HRC Castrol), seguito da Toprak Razgatlıoğlu (Prima Pramac Yamaha MotoGP), Jack Miller (Prima Pramac Yamaha MotoGP). Quindicesimo Joan Mir (Honda HRC Castrol), seguito da Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing), Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP Team), Iker Lecuona (BK8 Gresini Racing MotoGP) e Maverick Viñales (Red Bull KTM Tech3). Ventesimo Franco Morbidelli (Pertamina Enduro VR46 Racing Team), seguito da Álex Rins (Monster Energy Yamaha MotoGP Team) e Cal Crutchlow (Castrol Honda LCR).
Benedetta Orsini Federici - Agenzia Stampa Italia


