(ASI) I nostri barbieri applaudono Roma e Napoli, e tirano le orecchie al Milan. Troppo Ibra dipendenti i rossoneri per ambire allo scudetto.

 

Roma, terzo posto con i giovani e qualche vecchietto

La Roma batte 3-1 il Genoa a Marassi, sale al terzo posto e omaggia Proietti, il Gigi patrimonio nazionale e tifoso giallorosso che ci ha lasciato nel giorno del suoi 80 anni. Con un manipolo di giovanotti e due vecchietti vigorosi come Pedro e Dzeko - oggi alle prese col Covid-19 -  la Maggica sta facendo bella mostra di sè. Mkhitaryan ha brillato con una tripletta ricordandoci un grande armeno del passato neroazzurro interista come Djorkaeff. Torna protagonista la Roma con la nuova proprietà e un allenatore, Fonseca, per un po’ in discussione ed ora più tranquillo. A breve arriverà anche un direttore sportivo. Questa squadra può sorprendere.

Napoli corsaro a Bologna

Se De Laurentiis si fosse presentato a Torino chissà dove sarebbero i Partenopei in classifica. Domanda d’obbligo visto che questo Napoli potrebbe battere davvero chiunque. Anche la tanto esaltata Juventus dal calcio liquido di Pirlo. Ma ormai non si può piangere sul latte versato. A Bologna tre punti fondamentali per uno scudetto che, mai come quest’anno, potrebbe essere concretamente raggiungibile.

Milan, Ibra croce e delizia

Senza Ibra non si vola, inutile girarci attorno. Lo svedese quando in forma, nonostante l’età, è l’anima rossonera, trascinatore indiscusso della squadra di Pioli. Ma se in giornata agrodolce, con gol decisivo per il pari, ma anche rigori calciati nella vicina Bollate e tocchi di mano che portano al Var, il Milan ritorna sulla Terra. I rossoneri sono una squadra apprezzabile per impegno, ma la sensazione è che non possono lottare per lo scudetto. Nonostante il letargo autunnale dell’Inter di Conte, il rodaggio della Juve di Pirlo e gli alti e bassi del Napoli di Gattuso. Napoli, Inter, Juventus e Roma sembrano possedere qualcosa in più. Il Milan è sempre e solo Ibrahimovic. Nel bene e nel male.