Legge Elettorale, Vannacci all’attacco: «I badogliani del centrodestra sparano alle spalle con le armi del PD»

(ASI) Ieri nell'aula parlamentare è andato in scena uno spettacolo che fotografa perfettamente lo stato di salute della nostra democrazia.

Quello che doveva essere il fronte del cambiamento si è rivelato, nei fatti, un teatro di imboscate. Ed è lo stesso Roberto Vannacci a lanciare un durissimo atto d'accusa contro i franchi tiratori e i giochi di palazzo.

Il "Camposanto" — per usare l'immagine tanto macabra quanto realistica usata dal generale per definire l'opposizione — ha dimostrato nei fatti di non volere le preferenze. Ma la vera pugnalata, secondo Vannacci, è arrivata dall'interno della stessa maggioranza.

Il tradimento dei "badogliani" e l'imboscata del voto segreto
La dinamica di quanto accaduto viene ricostruita da Vannacci senza giri di parole:

L'asso nella manica del PD: La sinistra ha chiesto e ottenuto il voto segreto, fornendo di fatto le munizioni perfette per l'imboscata.

Il fuoco amico: I "badogliani" del centro-destra hanno colto l'occasione al volo, sparando alle spalle del proprio stesso schieramento.

Il risultato? È emersa una realtà desolante: la politica ha paura delle preferenze. C'è un timore diffuso e trasversale nei confronti della sovranità popolare; la paura che i cittadini possano finalmente tornare a scegliere direttamente i propri rappresentanti, senza imposizioni dall'alto. E mentre il Paese reale chiede rappresentanza, il "Campolargo" ha festeggiato l'esito del voto come in un pigiama party fuori tempo massimo.

"Un Parlamento dove siedono i nominati e gli unti delle segreterie di partito è un Parlamento che non ha dignità."
— Roberto Vannacci

La battaglia non è persa: l'appello diretto a Giorgia Meloni
Nonostante lo scivolone, per il generale la partita per restituire dignità alle istituzioni rimane aperta. Con il voto decisivo sull'emendamento di Futuro Nazionale — che propone l'introduzione delle preferenze senza il paracadute del capolista bloccato — la maggioranza si gioca la faccia.

Da qui, la chiamata alle armi di Vannacci rivolta direttamente a Palazzo Chigi, a quella Giorgia Meloni che ha fatto del consenso popolare la propria bandiera:

"Tiri fuori gli attributi."

La Premier vada in Parlamento, convochi i capigruppo e blindi l'approvazione di questa legge sulle preferenze. È l'unica strada percorribile per scardinare il sistema oligarchico dei nominati dalle segreterie e ridare centralità alla volontà degli elettori. I cittadini aspettano risposte, non altri giochi di palazzo.

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Continua a leggere