(ASI) Il castello di carte della propaganda governativa sul riconoscimento dei caregiver familiari è crollato. Esprimiamo profonda indignazione di fronte all'azione unilaterale della Ministra per le Disabilità, che ha arbitrariamente elaborato un testo unificato bypassando la sovranità dei parlamentari impegnati nelle commissioni.
Questo "testo unico d'imperio", calato dall'alto dall'esecutivo, ha interrotto il dibattito democratico e partorito un provvedimento fallimentare, sonoramente bocciato da tutti i soggetti auditi in Commissione XII. Ci domandiamo: forse il Ministro non condivide o disprezza le posizioni espresse dalle associazioni di categoria chi vivono e rappresentano le disabilità e i caregivers ? Eppure, le audizioni hanno mostrato un fronte unito, da Cittadinanzattiva a UNIAMO, dalla FISH e CONFAD, OSPERDI , fino alla CGIL e ai Caregiver Familiari Uniti, concorde nel definire il testo debole e discriminatorio. Condizionare un contributo massimo e teorico di 400 euro al mese a vincoli spietati come un ISEE sotto i 15.000 euro e un reddito personale entro i 3.000 euro lordi annui, significa creare una trappola della povertà. Imporre oltre 90 ore settimanali di assistenza significa valutare il lavoro di cura poco più di un euro all'ora, escludendo il 99% della platea reale (appena 52.000 beneficiari stimati su 8 milioni di caregiver ISTAT). Chi cura h24 non chiede l'elemosina, ma pretende tutele previdenziali strutturali, contributi figurativi obbligatori e Livelli Essenziali di Prestazioni Sociali uniformi. La cura evita il ricovero in RSA di centinaia di migliaia di persone, facendo risparmiare miliardi allo Stato. Blindare un testo monco e ignorare le associazioni è uno schiaffo ai diritti sociali. Annunciamo il deposito di una interrogazione congiunta a Camera e Senato per costringere il Ministro a rispondere di questo grave atto di forza.». Così in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle, il Sen. Orfeo Mazzella e l'On. Di Lauro


