(ASI) "Il gravissimo incidente sul lavoro avvenuto in viale dei Colli Portuensi, dove due operai di ventiquattro e quarantacinque anni sono precipitati dal quarto piano a causa del crollo di un ponteggio, è l'ennesimo campanello d'allarme di una situazione ormai fuori controllo.
Solo la fortuna ha evitato l'ennesimo bilancio tragico dei nostri cantieri. Ai due lavoratori, attualmente ricoverati in codice rosso al San Camillo, va tutta la nostra vicinanza, ma la solidarietà istituzionale non basta più. Roma e l'Italia stanno affrontando un'emergenza nazionale legata alla tutela della salute e della vita nei luoghi di lavoro, un tema che viene costantemente subordinato alle logiche del profitto e della fretta dei mercati.
La responsabilità di questa situazione non è una fatalità, ma l'effetto di scelte politiche ed economiche ben precise che hanno indebolito il sistema delle tutele. Nel nostro Paese si registrano ogni anno oltre seicentomila denunce di infortunio e oltre mille morti, dati inaccettabili che ci collocano ai vertici di questa triste classifica in Europa. La progressiva liberalizzazione dei subappalti a cascata ha di fatto frammentato le catene produttive, rendendo più difficili i controlli e aumentando la vulnerabilità dei lavoratori, in particolare dei più giovani e della manodopera straniera, che spesso si trovano a operare nelle condizioni meno protette.
Il vero problema strutturale risiede nell'insufficienza dei controlli preventivi, causata dal depotenziamento cronico degli organici degli ispettorati del lavoro e dei servizi di vigilanza delle ASL. Con le attuali risorse, la frequenza delle ispezioni nei cantieri è drammaticamente bassa, riducendo l'efficacia deterrente delle norme vigenti. Quando le sanzioni amministrative pesano meno dei costi legati al rallentamento dei lavori, l'intero sistema normativo perde la sua funzione primaria di prevenzione e salvaguardia della vita umana.
Come Rifondazione Comunista ribadiamo l'assoluta urgenza di riforme strutturali non più rinviiabili: chiediamo l'introduzione del reato di lesioni gravi e omicidio sul lavoro nel codice penale per rafforzare la responsabilità e la deterrenza, il blocco immediato della giungla dei subappalti e un piano straordinario di assunzioni per i tecnici della prevenzione e gli ispettori del lavoro. Non tollereremo oltre la normalizzazione di questa intollerabile emergenza sociale". Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, Segretario romano e membro della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista.


