(ASI) Il 15 gennaio del 1993 dopo una lunga latitanza, l’operazione Belva trovava il suo coronamento con l’arresto, in una villa alla periferia di Palermo, del capo della cupola mafiosa Totò Riina. 28 anni dopo un’altra primula rossa continua a sfuggire all’arresto, Messina Denaro. Una cattura che i martiri della mafia esigono e la società pretende. Come fu per Riina, la mafia si nutre di miti e mitologie legati alla fuga perfetta: scovare Messina Denaro significherà anche abbattere il mito e togliere il velo dell’incertezza e del sospetto da molti aspetti e capitoli della nostra storia. Così in una nota del deputato M5S, Aldo Penna.

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