(ASI) "Processo ai mandanti? Una tesi surreale già smentita in altri dibattimenti. Le vittime e i loro familiari esigono la verità storica e giudiziaria, la Verità e non una verità. La tesi dei mandanti è molto debole, come già rilevato dai giornalisti investigativi Mazzanti e Leoni su "Il Secolo d'Italia", dalla redazione di Adnkronos e da Romoli su ‘Il Riformista’.

Il dossier dell'associazione delle vittime, rifiutato inizialmente dalla procura di Bologna, si basa su un prospetto contabile di Gelli e la destinazione di finanziamenti a un misterioso ‘Zafferano’, finanziamenti che, però, essendo in contanti non sono tracciabili, un dossier – inoltre – già smentito in dibattimento durante il processo sul fallimento del Banco Ambrosiano". Così in una nota il fondatore dell'Intergruppo "La verità oltre il segreto", deputato di Fratelli d'Italia Federico Mollicone.
"E' necessario fare piena luce sugli avvenimenti della strage di Bologna. Il Parlamento si deve attivare. Per questo, chiediamo che venga immediatamente calendarizzata la nostra proposta di legge per la costituzione di una Commissione d'inchiesta sui fatti avvenuti in Italia durante gli anni della Prima Repubblica. Dopo errori storici e il caso Palamara, non esistono più dogmi giudiziari: il processo è da rifare. A Bologna qualcuno continua pervicacemente ad ignorare l'unica pista che ha dato riscontri documentali certi, ovvero la pista internazionale e il coinvolgimento della rete Separat del terrorista Carlos "Lo sciacallo" individuata e aggiornata dai giornalisti investigativi Pelizzaro e Paradisi. Ne va della verità giudiziaria e della verità storica”, conclude.

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