(ASI) “I dati forniti dall’Istat delineano un quadro occupazionale sconfortante. Nonostante una parziale crescita degli occupati rilevata nel mese di luglio e agosto, che risente di una flebile ripresa legata alla stagionalità del lavoro, il livello dell’occupazione resta ancora al di sotto di 350 mila unità rispetto al mese di febbraio 2020. Se poi consideriamo il dato di agosto su base annua rileviamo una perdita di 425 mila posti di lavoro rispetto allo stesso mese del 2019. Cresce peraltro di 250 mila unità il numero degli inattivi mentre il tasso di disoccupazione dei giovani, sempre ad agosto, sale al 32,1%. Cifre allarmanti dietro le quali si celano volti e nomi di persone che stanno affrontando le conseguenze più dure della crisi economica e sociale causata dalla pandemia. Se non si interviene prontamente, purtroppo, la forbice è destinata ad aumentare. In tal senso chiediamo al Governo di mobilitare tutte le risorse disponibili a sostegno di un piano di investimenti in piccole, medie e grandi opere che possa rappresentare un volano per l’economia e un formidabile incentivo alla creazione di nuovi posti di lavoro. Non possiamo permetterci di perdere tempo prezioso nell’attesa di sciogliere i veti europei e ricevere risposte alle vaghe promesse dei burocrati di Bruxelles, occorre agire in fretta per scongiurare una desertificazione industriale e un’ecatombe occupazionale senza precedenti.” Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito ai dati Istat sull’occupazione.

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