(ASI) Il Segretario Generale della FSI-USAE prende carta e penna e scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute ed al Presidente della Conferenza delle Regioni per chiedere che con il “Recovery Fund” destinato alla sanità si finanzi la riclassificazione, si aumentino gli stipendi e si pongano le basi per avere il migliore servizio sanitario nazionale del mondo.

"La sanità è una cosa speciale, diversa dagli altri comparti della pubblica amministrazione, e va trattata di conseguenza.  Non è fatta però da palazzi e macchinari. La sanità è fatta dai professionisti,  dalle persone che dentro gli ospedali e sul territorio prestano la loro opera. Negli altri comparti si maneggiano le pratiche, nella sanità si trattano pazienti-utenti.  Nella sanità, grazie a professionisti che mettono a rischio la propria, si salva la vita alle persone.

È diverso per forza. È Speciale.  E in modo speciale devono essere trattati i loro contratti.  Il covid-19 ci ha insegnato che senza persone speciali che affrontano la pandemia con spirito di servizio e continuando a lavorare anche in condizioni estreme non si possono affrontare le emergenze e le pandemie. Ma senza soddisfazioni, giuridiche ed economiche, non si può essere persone speciali a lungo. E sappiamo tutti che la stagione contrattuale dell’intero pubblico impiego non è  alle porte. Li avete chiamati eroi, ma li avete compensati con pochi spiccioli erogati in modo straordinario una tantum.  Non è questo il modo  di trattare gli eroi. Non è questo il modo di compensare le persone speciali che hanno curato voi ed i vostri cari."  

Scrive Adamo Bonazzi che aggiunge anche: "Ora ne avete l’occasione. Ed anche i soldi. Noi speriamo che abbiate l’intelligenza di capire che è arrivato il momento di farlo e che ne abbiate la voglia.  È semplice. I soldi sono già nel piatto del “Recovery Fund”.  Basta una vostro cenno. La revisione delle carriere finanziata in modo straordinario con i suddetti fondi  e una direttiva per  trasformare i lavori della commissione  art. 12 in un vero e proprio contratto integrativo del CCNL 2016-18  che ne recepisca immediatamente i benefici. E, se non avrete la forza ed il coraggio di farlo, a rimetterci non saranno solo gli operatori della sanità ma il paese intero."

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