(ASI) La procedura di mobilità avviata per i 584 dipendenti della ex Merloni rappresenta uno scenario nefasto che va colpire una fascia di territorio, quella tra Umbria e Marche, che già oggi versa in una grave crisi economica ed occupazionale. Una zona in cui i cittadini riscontrano quotidianamente la drammaticità della mancanza di prospettive e di opportunità lavorative.
Per questo non possiamo limitarci alla solidarietà verso i lavoratori e alle loro famiglie. La politica ha il dovere, da una parte, di cogliere le occasioni che si stanno presentando per progettare un nuovo futuro. Allo stesso tempo, dall'altra, di tutelare la forza lavoro ed il tessuto imprenditoriale dalle manovre di chi cerca di fare impresa smantellando e svendendo l'esistente per accedere esclusivamente agli ammortizzatori sociali, senza alcun piano aziendale concreto all'altezza della sfida. Positivo l'annuncio della sottosegretaria Morani che insieme alla sottosegretaria Todde ha convocato un tavolo di crisi per la prima metà di settembre. Ci aspettiamo che la Regione Umbria faccia quanto possibile in modo che la situazione rientri e non degeneri ulteriormente.


