(ASI) - L'Italia sembra essere tornata sotto la lente di ingrandimento di Bruxelles perché con il rallentamento dell'economia del nostro paese, i conti pubblici non saranno più sotto controllo, tanto da far scattare l'allerta Ue.

Secondo l'Europa, Quota 100 farebbe "aumentare la spesa pensionistica e peggiorare la sostenibilità del debito", mentre il giudizio sul reddito di cittadinanza viene sospeso sebbene ci siano delle difficoltà di applicazione. A fronte di queste spese il rapporto debito/Pil potrebbe salire sopra il 132%. Inoltre la bassa crescita e le politiche di bilancio del governo porterebbero pressioni sul deficit. Insomma, la manovra del governo gialloverde ha reso il debito italiano "contagioso" per gli altri Paesi membri. Con queste premesse, si fa empre più largo l'ipotesi di una manovra correttiva. Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, ha così risposto all dichiarazioni del vicepremier Salvini sull'inutilità di una manovra correttiva a breve: "Matteo Salvini non è il ministro delle Finanze".

 Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è della stessa opinione del leader del Carroccio e ha parlato così al Senato: "Non riteniamo necessaria alcuna manovra correttiva, peraltro abbiamo già adottato misure prudenziali che ci mettono al riparo da interventi correttivi: a garanzia degli obiettivi di finanza pubblica, la legge di Bilancio contiene misure di monitoraggio dei conti e un meccanismo di accantonamento di risorse sino a 2 miliardi".

"Non esiste una manovra correttiva: mi interessano gli italiani e non quello che dice Juncker", ha ribadito ieri Salvini dalla Sardegna ma dall'Europa continuano a ribadire che non spetterà a lui decidere.

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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